Vivere a ZERO

Una settimana gratis a Milano: guida alla sopravvivenza

Written by Martina Di Iorio il 8 January 2020

I miei nemici, fermi da tempo sulla riva del fiume ad aspettare il mio cadavere, leggendo questo articolo gioiranno. Li devo smentire, annunciando pubblicamente che questo è stato un vero e proprio esperimento sociale, una di quelle cose che nascono per gioco, quando gli amici ti chiedono consigli. Potrei anche invocare il diritto di cronaca, ma la verità è che questa guida alla sopravvivenza nasce perché “me l’ha chiesto quel famoso amico”.

Cazzate, non ho una lira. Milano mastica rumorosamente il tempo libero, la mia vita privata, e soprattutto i miei soldi. Si divertono la grande stampa, i grandi media, i grandi oratori a tirar fuori classifiche dove si conferma, anno dopo anno, questo inconfutabile dato. Milano è tra le città più costose d’Italia e d’Europa. Salari bassi, tassazione spropositata e prezzi sopra la media completano il quadro che potrebbe portare la firma di Francisco Goya. Luca, che incontro sempre al bar sotto casa, bestemmia fragorosamente quando sente questo tipo di notizie. Dice che non ci vuole un’analista fresco di Bocconi per capire che qui non ci sta un becco. Quando lo dice mi ricorda quei discorsi dei vecchi sulle panchine del corso, solo che Luca ha 33 anni e fa il free lance. Dice di essere un interior designer, a me sembra più un caro animale da bancone.

Milano è tra le città più costose d’Italia e d’Europa. Salari bassi, tassazione spropositata e prezzi sopra la media completano il quadro che potrebbe portare la firma di Francisco Goya

Come dargli torto a questo creatura sotto i 1500 €; casa in affitto (capitolo su cui stendiamo un velo pietoso), mangiare si deve pur mangiare, qualche vizio e la festa è bella che finita. Altro che canditi, non si è mai arrivati a mangiare il panettone. E qui entro in gioco io, che senza volervi incitare ad atti che vi portano dritti di fronte al GIP, suggerisco come affrontare alcune questioni basilari della vita. A costo ZERO? Non proprio ma quasi.

Partiamo dalle basi: bisognerà pur vestirsi. Siamo anche fortunati a Milano, accozzando robaccia di vario genere si può facilmente passare per influencer o roba varia. Nessun senso della moda, alcun intuito per lo stile. I mercatini vintage, fatevelo dire, sono una cazzata pazzesca. Scarti che vi vengono venduti per svariati euri, ressa, studentesse radical con la YSL della mamma. Fuggite. L’unico mercato che noi senza un euro possiamo frequentare è quello di Piazzale Cuoco. Un marasma generale, una babele culturale e linguistica, la fine del mondo civilizzato e conosciuto. Cristo si è fermato sicuramente prima. Una volta una mia amica trovò il suo cappotto rubato in Sempione, non se la sentì di ricomprarlo. Qui potete trovare di tutto, con tutto e per tutti. Pochi euro e ti vesti per la stagione.
Oppure fate così: andate da Zara (ma anche altri negozi lo fanno), comprate quello di cui avete bisogno, state attenti a non rovinare l’abito (non dategli fuoco) ed entro un mese restituitelo. Vi daranno indietro i soldi. Unica regola: lasciate il cartellino, quindi scegliete con cura gli abiti che comprate in modo da non farvi sgamare. Per un guardaroba inesistente, ma che vi permette di partecipare a tutti gli eventi mondani della città in maniera sempre impeccabile.

Passiamo ai trasporti, parlo di quelli pubblici. Sapete tutti che siamo stati vittime di un aumento ingiustificato e ingiustificabile (ne abbiamo parlato qui), ma tralasciando polemiche e discorsi che qui poco interessano, veniamo al dunque. Come poter usufruire di metro, tram, bus a costo zero? Il salto del tornello è sempre sport nazionale, inutile che ve lo dica. Mettersi dietro alle persone con biglietto anche.

La vera svolta arriva però dai social. Parlo di un gruppo privato – su Facebook e Telegram – di cui non posso fare il nome (ma stanno diventando più popolari di Beppe Sala su Instagram) che aiuta a condividere biglietti dell’ATM. Funziona così: inviate la richiesta di iscrizione, vi accetteranno; i caritatevoli membri del gruppo condividono il QR code del ticket che ha una validità di 90 minuti, utilizzo multiplo. Chiunque iscritto nel gruppo può usufruirne nell’arco di questo tempo. Bravi tutti!

Ma dove si mangia a scrocco a Milano? Qui si aprono scenari incredibili, perché in città si può tranquillamente campare senza fare la spesa (più o meno)

Ora passiamo alle cose serie. Ma dove si mangia a scrocco a Milano? Qui si aprono scenari incredibili, perché in città si può tranquillamente campare senza fare la spesa (più o meno). Che sia la città dell’aperitivo l’abbiamo capito tutti, quindi quasi superfluo dire che avete ogni cena garantita senza spendere un euro. Prediligere buffet importanti, bar affollati in modo da non dare nell’occhio mentre vi ingozzate e poi andate via. Ho visto anche qualcuno prepararsi la schiscia per il giorno dopo. Nei supermercati invece si organizzano degustazioni quasi quotidianamente. Quelli grandi almeno. Dovete farvi lo sbattimento di girarne un po’, capire quello più vicino al vostro indirizzo di casa e andare. Nessuna pietà.
La beneficenza non è mai passata di moda, quindi siate sempre gentili con colleghi e vicini di casa, sono le persone che più facilmente possono adottarvi nel caso del bisogno. Una volta per uno non fa male a nessuno, e via che si torna a casa con la pancia piena. C’è il rischio di passare per scrocconi, ma d’altronde nessuno è perfetto.

Queste sono le basi, l’abc, l’alfa e l’omega della salvezza nella giungla milanese. Senza contare tutti gli eventi gratis ai quali potete andare – e che trovate su ZERO -. Vivere con meno si può.

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2020-02-10