Annullato

gio 12.03 2020 – gio 04.06 2020

FOG

Dove

Triennale Teatro Milano
Viale E. Alemagna 6, 20121 Milano

Quando

giovedì 12 marzo 2020 – giovedì 04 giugno 2020

Laurie Anderson sente molto la mancanza del suo cane. Lo ricorda a ogni concerto, ed è difficile non comprenderla. Tutti sentiamo la mancanza di qualcuno o qualcosa, di ciò che abbiamo perso o che semplicemente è scomparso. A Milano sono scomparsi tanti luoghi cari in questo inizio di millennio, e in tanti sentiamo la mancanza dei parchi, del cielo, degli spazi liberi… Come se fossero svaniti nella nebbia, se non fosse che è scomparsa pure lei. I giovani lettori di Zero forse non la ricorderanno nemmeno, ma un tempo la nebbia per la quale i milanesi sono costantemente canzonati esisteva davvero, e avvolgeva tutto nelle sere invernali.

Secondo qualche filologo da osteria esistono persino svariati modi per definire la nebbia in dialetto meneghino, un po’ come la neve per gli eschimesi. Oggi quel vocabolario va aggiornato: la nebbia è scomparsa grazie al global warming e alla deforestazione urbana. Tuttalpiù si può riuscire a sostituirla con l’unica vera eccellenza cittadina, il PM10, ma non è la stessa cosa. Tanto vale immaginarsi una nebbia diversa, misteriosa ma finalmente creativa. È la nebbia virtuale che si diffonde con FOG, rassegna multidisciplinare della Triennale che in quattro mesi proporrà 38 appuntamenti tra teatro, musica, danza e arti visive.

Un’estesa riflessione sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia, sulla realtà virtuale che definisce i nuovi elementi della società contemporanea. Ad aprire le danze sarà proprio Laurie Anderson, con l’installazione “To the Moon” realizzata interamente in realtà virtuale. «Una tecnologia che ti permette di essere libero: non sei messo di fronte a un’opera così com’è, che non può cambiare, ma puoi camminarci dentro, volarci, diventare parte di essa», come l’ha definita l’artista americana. Una tecnologia che ti permette anche di rivivere ciò di cui senti la mancanza, e re-inventarlo ogni volta seguendo contorni indefiniti, come in una notte di nebbia.

TUTTO IL PROGRAMMA QUI

Scritto da Filip J Cauz