mar 27.07 2021

Salò

Dove

Bar India
Lungotevere Vittorio Gassman 1, Roma

Quando

martedì 27 luglio 2021
H 22:00

Quanto

free

Foto di Valentina Pascarella

Dopo essersi esibiti in quattro performance diverse (invero una meglio dell’altra) nel giro di due giorni al Robot di Bologna senza aver ancora pubblicato un “album” vero e proprio (ma confidiamo che prima o poi arrivi), possiamo asserire ormai con certezza che la dimensione live resta l’incarnazione primaria dei Salò e il gesto performativo – in tutta la sua “unicità”, vicina tanto al teatro quanto alla musica – il momento in cui il progetto trova compimento e un effettivo margine di trasformazione/evoluzione. Dal punto di vista “concettuale”, i Salò sono quel genere di (non) gruppo il cui immaginario poteva nascere solo a Roma: fasto e decadenza, letteratura e perversione, barocco e contemporaneo, radici nella scena sotterranea ma capacità di creare connessioni con contesti artistici diversi, addirittura istituzionali, e una dimensione performativa “aperta” e altamente ritualistica senza mai regole fisse, se non la presenza di featuring e i costumi sempre bellissimi e diversi realizzati da Emiliano Maggi, tra le menti del progetto.

Se il canovaccio musicale è quello di un avant rock che banchetta con folklore, psichedelia, rumore e elettronica, il centro focale è la diversità delle performance e la presenza fissa per ognuna di ospiti a sorpresa – che anche stavolta non mancheranno per la presentazione della nuova release “Malizia/Rogo” pubblicata in collaborazione con NERO. Come ci raccontavano qualche tempo fa, in occasione del live per Romaeuropa, «Saló è un progetto performativo che affonda le proprie radici nel passato della cultura italiana, attraversando secoli di storia prendiamo spunto dal grottesco, la fiaba, il mito, il cavalleresco unendo a essi la venerazione dell’eros onnipresente in ogni epoca, tra il culto e l’occulto. Il mondo dell’erotico rappresenta un “leitmotiv” del progetto teso a sottolineare la perversione della società contemporanea: non più sessuale ma anche economica, dove il “feticcio” assume nuovi significati. Decadenza, crollo della morale, perversione dei costumi. Il nome “Salò”, di chiara ispirazione Pasoliniana, resta legato a un immaginario evanescente di depravazione estrema, da parte di chi detiene il potere e di chi lo subisce». Dagli stornelli a certo suono glam rock, attraverso il Rinascimento ma pure la scena di Borgata, aspettatevi un set ancora diverso dall’ultimo a cui avete assistito.

Scritto da Chiara Colli