lun 25.04 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot

Dove

Ex Dogana
Via dello Scalo San Lorenzo 10, 00185 Roma

Quando

lunedì 25 aprile 2016
H 21:00

Quanto

ing. vari

All’anagrafe la ex-pornostar Selen fa Luce Caponegro così come la donna limone Madonna fa Veronica Ciccone. Ma questo lo sappiamo già. Invece la scoperta mega è che la testa del cuore d’acciaio Jeeg, cioè Hiroshi Shiba figlio del celebre scienziato che aveva previsto il risveglio del temibile e antico popolo Yamatai, all’anagrafe fa Enzo Ceccotti. Vale a dire un perfetto nessuno. Interpretato da un massiccio Claudio Santamaria, il protagonista di Lo chiamavano Jeeg Robot, è un ladro di Tor Della Monaca che dopo un inseguimento all’ultimo polmone si nasconde dalla polizia nel Tevere e riceve la benedizione. Dalla fiume ci esce con un’acquisita forza sovraumana – amen, d’ora in poi ci immergeremo anche noi come i fedeli si immergono a Lourdes nelle piscine. Il pianerottolo di casa lo porterà a prendersi cura della figlia del collega di malaffare, il ministro dalla spada alata, e ad abbandonare l’idea di non mettersi a difesa dell’umanità.

Atipico, il film del giovane Mainetti spacca, perché alla stregua degli amici giapponesi, rende familiari e nostrani elementi identitari “estranei” integrandoli perfettamente con noi. Quindi, come i primi anime giapponesi nel nostro paese, costituisce una seria e cazzuta alternativa ai bellocci despota della Marvel e della cultura Usa. Il suo occhiolino è in realtà una presa di distanza che solo le tutine color cacchetta di Salvatores avevano anticipato, sebbene fossero altra roba. Spacca perché la sceneggiatura non è di silicone ma fatta all’uncinetto, come la maschera di lana del protagonista. Puro Spin Storm al e del cinema italiano!

Scritto da David Morello