Quarantaquattro anni dopo l’uscita in sala, “Blade Runner” sta ancora alcuni passi avanti a noi, anche se la sua vicenda è ormai ambientata nel nostro recente passato. Un 2019 distopico, ipertecnologico, piovoso, teso e contraddittorio, dove uomini e replicanti si sopportano a fatica, quando non si danno la caccia. Luoghi e individui, biologici e sintetici, condividono lo stesso solitario destino verso l’oblio se non incontrano l’amore in tempo e l’ardire di lottare con tutte le proprie forze per esso.
Limitando alcuni avanzamenti tecnologici e sostituendo alcuni fattori – come la pioggia incessante con il riscaldamento globale o i replicanti con altri esseri umani – il quadro generale immaginato da Philip K. Dick e messo in scena da Ridley Scott non è così distante dalla nostra attualità. Pessimismo e parallelismi sci-fi a parte, non si può che ringraziare “Blade Runner” per aver ispirato generazioni di artisti nei campi più disparati, contribuendo a dar vita al movimento cyberpunk e molto altro.
Ma, soprattutto, a segnare la via di come fare grande cinema unendo contenuto “alto” e intrattenimento di qualità, basta pensare agli effetti speciali e alle scenografie. Un film, anche rivisto per l’ennesima volta, rivelatore di nuovi dettagli ed emozioni. A dargli ulteriore linfa, se mai ce ne fosse bisogno, uno dei trend concertistici più un voga e premiati dal pubblico nelle ultime stagioni: quello delle orchestre o ensemble dedicati all’esecuzione delle colonne sonore integrali e in tempo reale con la proiezione del film.
Dalle nostre parti ne sono passati diversi di recente, da “Avatar” a “Star Wars”, con produzioni internazionali e nazionali. Il britannico Avex Ensemble, attivo dal 2019, avrà il compito di eseguire dal vivo le immortali musiche di Vangelis, maestro che ha salutato la dimensione terrena il 17 maggio 2022 per trasferirsi – idealmente e letteralmente? – nell’Olimpo degli artisti. Vista l’ampia richiesta, Romaeuropa ha deciso di raddoppiare l’evento: stesso giorno due esecuzioni, una pomeridiana alle 17:00 e una serale alle 21:00.
La Sala Santa Cecilia e i suoi avventori avranno la possibilità di assistere, in prima nazionale, a uno dei massimi esempi di sublimazione tra immagine e musica. Una doppia esperienza, visiva e sonora, da non perdere e anche un utile ripasso, da abbinare al sequel “Blade Runner 2049” di Denis Villeneuve del 2017, in vista della miniserie “Blade Runner 2099” in uscita su Prime dal 25 novembre.
Scritto da Matteo Quinzi