Il mosaico sonoro di Mei Semones ricorda una mensola adornata di suovenir: bossa nova, jazz, indie-pop e folk convivono in un’atmosfera sognate e in una vivace alternanza bilingue. Frammenti su frammenti che, una volta ricomposti, danno vita ad un quadro avvolgente e istintivo, fatto di abilità tecnica e imprevedibilità.
Non è un caso che il suo album di debutto, “Animaru”, riprenda la pronuncia giapponese della parola inglese “animal”, che per la musicista nippo-americana incarna l’istinto: elemento che permea gran parte della sua produzione. Mei Semonses con le sue canzoni sciorina divagazioni sonore all’interno di un caos sapientemente orchestrato, dando vita a tessiture sovversive che giocano a nascondino con la melodia e la sua voce.
In una recente intervista ha dichiarato di voler offrire con le sue canzoni un approdo accogliente, dove tutto è misurato nei dettagli, in cui la musica è un respiro che si libera con naturalezza, ignorando i confini di genere. Tutto si traduce in una sensazione di serenità e un senso di familiarità incredibilmente rassicurante, dove le emozioni si trasformano in musica tangibile, capace di stringerti il cuore come poche cose al mondo.
Scritto da Fabrizio Melchionna