La Triennale di Milano è una sicurezza: è aperta, è bella, affaccia sul parco e ci sono pure i bar e i ristoranti. Lì, oltre al Triennale Design Museum, quest’anno dedicato al design per l’infanzia, troneggia l’imponentissima mostra della Fondazione Trussardi sulle migrazioni, La terra inquieta, e poi la bellissima accoppiata Thea Djordjadze/Fausto Melotti e infine le sculture urbane di Carlos Ramous.
La Fondazione Prada resta aperta con le due mostre nella sede di Largo Isarco, quella di Vezzoli più l’esperienza immersiva del migrante di Alejandro Gonzales Iñárritu, CARNE y ARENA, e quella del fotografo giapponese Satoshi Fujiwara all’Osservatorio in Galleria.
A Nord, all’HangarBicocca, se ha chiuso Miroslaw Balka resta aperta Rosa Barba. E infine, tra i grandi contenitori, resta aperto il Palazzo Reale, di cui consigliamo caldamente la mostra di Agnetti e quella della Rinascente, piena di sorprese.
Al PAC, aperto anche a ferragosto da mane a sera, c’è la mostra sugli artisti africani, AFRICA:Raccontare un mondo.
Il Mudec non smentisce se stesso e offre una di quelle robe multimediali con cui spera di richiamare le masse: la Klimt experience.
Le due collezioni più importanti della città di arte antica, la Pinacoteca di Brera e il Poldi Pezzoli, saranno fortunatamente accessibili, così come il prezioso Museo della Scienza e l’acquario Civico, un classico estivo, e pure alcune curiose entrées come il MIC Museo Interattivo del Cinema e il Palazzo Morando, dedicato al costume, la moda e l’immagine.
BASE, che non ha mostre ma una programmazione di eventi, è un edificio talmente bello che merita un passaggio a prescindere (ma attenzione, chiude nella seconda decade!) e un rinfresco al bar.
Se passate dalla Darsena buttate un occhio all’Edicola Radetzky, che aperta o chiusa è sempre in vista.