Bisqait

Zero qui: mangia carne e fa la spesa.

Contatti

Bisqait Via Silvestri, 232
Roma

Orari

  • lunedi 11–23
  • martedi 11–23
  • mercoledi 11–23
  • giovedi 11–23
  • venerdi 11–23
  • sabato 11–23
  • domenica chiuso

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l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Nicola Gerundino il 8 marzo 2016
Aggiornato il 5 maggio 2016

In ambito ittico la tendenza di far coincidere ristoratore e venditore è abbastanza avviata, spinta soprattutto dal fatto che il pesce fuori dall’acqua ha poco tempo utile per stazionare nelle cassette in pescheria. Per quel che riguarda la carne, di posti con un banco frigo dal quale scegliere il proprio boccone ce ne sono diversi, meno quelli che fanno anche normale servizio macelleria, pochi – ma veramente pochi – quelli che, oltre ad essere venditori e “cucinatori”, sono anche allevatori, annullando praticamente la filiera. Si arriva così a Bisqait, che durante l’arco della giornata vende le proprie carni (bio) allevate nella zona di Vetralla (Viterbo) assieme a formaggi, salumi e prodotti di altre aziende agricole – il circuito di appartenenza è quello delle Botteghe di Campagna Amica – e nelle ore dei pasti cucina quanto è in bella mostra nel banco frigo. La sala è unica, i coperti sono pochi e la cucina è totalmente a vista. Difficilissimo fare delle scelte col menu di fronte, diciamo che per ogni portata il migliore criterio di selezione è la scelta di campo. Partendo dall’antipasto, se si opta per il piatto caldo ci sono le polpette, se invece si predilige il tagliere sono da assaggiare quelli di cinta senese. Per il secondo i campi addirittura si triplicano: il crudo, con carpaccio e soprattutto tartare, servita semplicemente con sale, senape, limone e il rosso di un uovo bio; gli hamburger, con quello di chianina e bacon di cinta a farla da padrone (gli altri sono di salsiccia o di pollo); i tagli classici: fiorentina, tagliata, filetto etc. Per quel che riguardail primo l’opzione è se prenderlo o meno: c’è un solo piatto del giorno – ad esempio dei rigatoni con salsiccia e funghi – con porzioni in grado di sfamare almeno un paio di camionisti di Tirana. Parecchie anche le scelte vegetariane: polpette di melanzane, hamburger vegan e insalate a profusione. Vini biologici – Marruggio e Telaro tra le etichette – e buoni anche i dolci, soprattutto quelli a base di latticini, come il semifreddo di ricotta al sesamo. Passeggiata digestiva consigliata nella vicina Valle dei Casali o a Pamphilj, doveste mai convincervi di mollare la città per riabbracciare vanga e aratro.