Benvenuti a Piola

Una Città Studi dove non si studia più e Chiese di Gio Ponti in salsa radical

quartiere Piola

Scritto da Fabrizio Strada il 18 agosto 2020
Aggiornato il 21 settembre 2020

Quartiere Piola, Milano - foto di Carmen Colombo

Foto di Carmen Colombo

Piola tecnicamente non esiste, ed è proprio questo a renderla una zona così particolare dove il tempo sembra essersi fermato alla fine degli anni Settanta. Stiamo parlando di una piccola area situata all’ombra di Porta Venezia, che come una sorta di Checkpoint Charlie, funge da quartiere-cuscinetto tra la frenesia notturna delle due sponde di corso Buenos Aires e il rigore mattutino della vita universitaria di Città Studi, dove però adesso non so studia più. Servitissima e immersa in una decadente cornice liberty, Piola è uno dei compromessi meglio riusciti di Milano, basta tapparsi le orecchie per avere la sensazione di passeggiare per la zona di Republique a Parigi.

Servitissima e immersa in una decadente cornice liberty, Piola è uno dei compromessi meglio riusciti di Milano, basta tapparsi le orecchie per avere la sensazione di passeggiare per la zona di Place de la République a Parigi

Ci dei posti che per i puristi della Milano che conta fanno parte di Porta Venezia, ma che per me, che sono un local, fanno parte di Piola; del resto sarò pur io l’autore e deterrò pur un qualche diritto di veto?Allora dicevamo, l’offerta è ampia: si spazia da istituzioni come il pluricelebrato Bar Basso che con il suo Sbagliato ha fatto il giro del Mondo, all’altrettanto elogiato Bar Doria dove suggerisco la combo letale: djset di Otta + Bomba Fragola, ovvero l’intruglio dalla ricetta segreta cantato dai Verano nell’omonima canzone (ciao Anna). Sei alla ricerca di una soluzione di matrice ancora più hipster dove ammorbidire il tuo taedium vitae con l’alcol? Il Cafè degli Artisti è il luogo che fa per te: un’ oasi trafficata con i tavolini all’esterno dove spiaggarsi e perdere il conto delle birrette. Ma l’essere umano, si sa, non vive di solo alcol, (a meno che non si trovi nel bel mezzo del cammin del Fuori Salone, in quel caso c’è poco da fare: la diritta via è smarrita) perciò vai col cibo!

Chiesa di San Luca Evangelista
Casa Corbellini-Wassermann
Da Vietnam Mon Amour per esempio è possibile mangiare zuppe, involtini e un incredibile filetto di orata avvolto in foglia di banana nello splendido dehor interno cullato dai racconti della proprietaria, una Joko Ono per metà francese di gran lunga più interessante dell’ex moglie dell’enfant prodige di Liverpool. Un altro spot che consiglio è la Trattoria Bertamè, si mangia benissimo e si respira un’atmosfera da Vecchia Milano difficile da trovare di questi tempi. Dopo esserti doverosamente saziato non resta altro da fare che un bel bagno per chiudere in bellezza con un’ indigestione a regola d’arte. Al mare. A Milano. Immagina, puoi.

Piola, un posto così chic che non esiste proprio come il sesso degli angeli. Et voilà, amen

Di fianco alla sede del Politecnico sorge quella meraviglia che è la Ponzio, centro sportivo balneare polifunzionale en plein air bla bla, una sberla d’acqua 100 metri x 40 dove è possibile trascorrere interi pomeriggi a ustionarsi o a constatare la scarsità di igiene delle persone; vicinissima per altro a Balafon, il ristorante africano di Thora. Non conosci Thora? Beh, evidentemente non ti piace uscire di casa, o magari sei in galera, in questo caso quando sarai libero, dopo avere letto questa mini guida saprai cosa fare. Per gli amanti dell’arte gli spot imperdibili sono due: la Galleria Massimo de Carlo e la chiesa progettata dalla buon anima di Gio Ponti. Tutto questo è Piola, un posto così chic che non esiste proprio come il sesso degli angeli. Amen.

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