Sopravvivere ad agosto

Là dove c'era il deserto, ora c'è una città

Ferragosto a Milano

Foto di Mayastar - https://www.flickr.com/photos/mayastar/

Scritto da Simone Muzza il 31 luglio 2019
Aggiornato il 1 agosto 2019

Cuscino in frigo. Moglie in vacanza. Deserto. Edicole aperte. Tabacchi chiusi. Stranieri spaesati in giro per il centro. Cavalletti delle biciclette che bucano il cemento. Ultima sirena della fabbrica fino al primo di settembre: ore 17 del 31 luglio. Nessun bambino. Nessuna mamma. Beautiful in TV. Venditori di angurie “al gelo”. Crocifissi d’oro e peli su canottiere bianche. Uno Rap. Cabine telefoniche al sole: 65° C. Venditori di sigarette di contrabbando. Ventilatori sui balconi. Pizzerie di quartiere con lampada friggi zanzare. Ristoranti del centro chiusi. Spacciatori tutti a Rimini e Riccione.

Ricordi di un agosto lontano, di parecchi agosto lontani: gli anni 80, gli anni 90. Poi, con l’avvento del nuovo millennio, qualcosa è cambiato

Ricordi di un agosto lontano, di parecchi agosto lontani: gli anni 80, gli anni 90. Poi, con l’avvento del nuovo millennio, qualcosa è cambiato: vuoi che il posto non è più fisso e uno si arrangia come può, magari lavoricchiando ad agosto e andando in vacanza quando i voli, i treni e le case costano di meno; vuoi che le fabbriche, quelle che resistono, e gli uffici non chiudono un mese, magari giusto un paio di settimane (i cantieri, mai); vuoi che i turisti – con lo stupore di quei milanesi, come me, che non si sono ancora abituati all’idea – anche ad agosto, hanno scoperto che Milano non è solo una città in cui atterrare e raggiungere le varie Venezia, Firenze, Roma; vuoi che molti negozi, musei, bar e ristoranti, visto appunto l’andazzo, hanno deciso di rimanere aperti, offrendo un servizio fondamentale ai cittadini che, una volta chiusi l’ufficio/il negozio/la fabbrichetta/la porta di casa, si godono una Milano più vivibile, con meno traffico/smog/isterismo.
La grande novità di quest’anno, almeno finora, è l’apparente diminuzione delle zanzare, forse scappate per il caldo di fine giugno o sterminate dal freddo di maggio, sostituite dai molto più potabili (o edibili se vogliamo, visto quanti ne mangio ogni volta che esco in bici o di corsa) moscerini.

Water is life © Mayastar https://www.flickr.com/photos/mayastar/

Bar come Rita Tiki’s Room, Mag Cafe, Pinch, Deus, Drinc., Twist on Classic, Elitabar e Chinese Box, chioschi vari e molto altri negli ultimi anni non ci hanno mai lasciati col fegato secco e, soprattutto, senza compagni di bevute; ristoranti and so on come Erba Brusca, Giannasi, Un Posto a Milano, Maoji, Pescaria eccetera ci hanno salvato da i nostri frigoriferi colmi di sole bottiglie.
Per divertirsi Magnolia, Balera dell’Ortica, Base, Carroponte, Milano Latin festival se sei coraggioso, l’Estate Sforzesca e, seppur a Brescia, la mitica Festa di Radio Onda d’Urto.

Anche (soprattutto) dal punto di vista culturale, Milano risponde presente

Anche (soprattutto) dal punto di vista culturale, Milano risponde presente con Triennale, Fondazione Prada, Pirelli HangarBicocca, Palazzo Reale, MUDEC, Museo della Scienza, Pinacoteca, PAC, Poldi Pozzuoli…
Piscine, parchi, monumenti e grattacieli, giardini condivisi, cascine e orti, alberi, fontane, piazze, chiese e, soldi in tasca, gite fuoriporta completano la nostra cartolina di agosto. Pronti?

Ferragosto a Milano © Mayastar https://www.flickr.com/photos/mayastar/

Calzini lunghi. Monopattini elettrici. Tinder: finito. Edicole: finite. Tabacchi al self. Turisti al Bosco Verticale. Costumi nelle piscine fighette: sopra l’ombelico. In periferia: Brazil. Poke bowl e avocado. Rumore di sottofondo: motori dell’aria condizionata. Cantieri aperti. Serie TV. Grattacieli nuovi. Birra IPA e Moscow Mule (ancora tu?). Uomini depilati dappertutto tranne che in faccia. Tattoo last minute. Scarpe aperte. Stories. Gente che corre allo zenit. No plastic. Trappettona. Ombrelli per ripararsi dal sole. Yoga, yogurt, yakitori. Spacciatori col Daspo: Milano, agosto 2019.

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2019-07-16