Canapa Mundi

Dal 15 al 17 febbraio torna a Roma la quinta edizione di una delle più grandi fiere in Europa dedicate alla cannabis: un'occasione per parlare della manifestazione e di questa pianta 'controversa'

Luogo di nascita

Roma

Scritto da Chiara Colli il 11 febbraio 2019
Aggiornato il 19 febbraio 2019

Il tema è di quelli caldi, non solo in Italia. All’opportunità di utilizzare la cannabis a scopo terapeutico (e ricreativo) di cui si discute in metà del mondo Occidentale, da noi si aggiunge quella di favorire la coltivazione e l’uso della cannabis anche nella sua versione industriale, di cui il nostro paese è storicamente produttore. Dopo anni di cieco proibizionismo e disinformazione, il momento è fondamentale per formare una cultura e un’attenta comunicazione sull’argomento. Anche per questo, soprattutto per questo, esistono e crescono manifestazioni come Canapa Mundi, che in Italia è la Fiera più grande e trasversale dedicata a questa preziosa pianta officinale. Una divisione in due aree, quella della canapa industriale e quella del “grow”, ma anche un’importante e autorevole occasione di informazione e confronto con la Conferenza annuale sulla Cannabis (tutto il programma di talk e workshop QUI), in un clima rilassato aperto anche alle famiglie. Di questa quinta edizione, ma anche dello stato dell’arte in Italia in termini legistativi e culturali, ne abbiamo parlato con l’Associazione Tuanis, che organizza la fiera. Fatevi una cultura.

 

Canapa Mundi nasce nel 2015, un anno prima della legge 242 sulla canapa industriale che ha dato nuovamente il via alla produzione in Italia, a un maggior interesse dell'opinione pubblica e poi al boom della cannabis light. Come nasce l'idea, quali erano gli obiettivi iniziali, quale era la sua forma nelle prime edizioni?

La cannabis light è solo un fenomeno nato due anni fa, il mercato della canapa in Italia è antico e dopo qualche decennio di oppressione, nei primi anni Duemila è rinato grazie ai GrowShop, negozi specializzati che oltre a vendere prodotti di canapa fanno informazione sulla cultura della Canapa. Canapa Mundi nasce come è ora. Ancora oggi la Fiera è formata maggiormente da aziende operanti nel mercato del GrowShop e da aziende che fanno alimenti, abbigliamento, cosmesi etc. La legge sulla Canapa industriale è stata utile agli agricoltori, ed è stata cavalcata dalle aziende che hanno sfruttato il fenomeno cannabis light. In sostanza, sia Canapa Mundi sia il mercato della Canapa nascono prima dell’attualizzazione della legge 242.

In che modo questa legge è stata una svolta in termini pratici - per l'economia, l'ambiente, l'agricoltura, le piccole aziende - ma anche come passo in avanti culturale sulla cannabis, che in Italia ancora oggi come pianta viene demonizzata o vista con sospetto addirittura anche quando non ha effetti psicotropi?

La legge 242 del dicembre 2016, entrata poi in vigore a inizio 2017, ha contribuito a dare coraggio a molti agricoltori e a facilitare il loro lavoro sul campo, ha introdotto la possibilità di utilizzarla come pianta ornamentale, che da un punto di vista culturale vuol dire molto. Purtroppo l’effetto “corsa all’oro verde” verificatosi nell’ultimo anno, se da una parte ha certamente favorito il dinamismo culturale e la conoscenza pubblica sul tema canapa, nonché l’investimento privato, ha anche generato delle distorsioni economiche, mettendo in difficoltà più di qualche agricoltore e commerciante improvvisato, che ha investito sulla canapa come fenomeno, senza però conoscerne concretamente il settore. Ciònonostante, dal quadro economico attuale, è prevedibile che nei prossimi anni il mercato della canapa sia destinato a crescere ancora; e in questo contesto Canapa Mundi è senz’altro il network italiano primario e di riferimento per tutti i principali attori dei mondi della Canapa.

 

 

Che tipo di cambiamento e interesse verso la manifestazione avete registrato tra le prime due edizioni e quella del 2017, che immagino abbia avuto un sensibile aumento di pubblico e aziende partecipanti?

Canapa Mundi è cresciuta esponenzialmente tutti gli anni, basti pensare che tra il 2015 e il 2016 i metri quadri espositivi sono passati da 2500 a 7500 e i visitatori da 9000 a 16000 presenze; il 2017 ha visto incrementare l’attenzione di quella quota di pubblico che negli anni precedenti eravamo abituati a considerare marginale. Anche per quanto riguarda gli espositori, oggi Canapa Mundi ospita circa il 10% di aziende che trattano Cannabis light. A Canapa Mundi espongono stand gastronomici a base di Canapa, le aziende che si occupano di abbigliamento, cosmesi, plastiche biodegradabili ma anche banche del seme specializzate, articoli per la coltivazione e molto altro.

Delle numerose proprietà della cannabis nei più disparati ambiti, quali sono quelle più evidenti e seguite in Italia per quanto riguarda la canapa industriale?


In Italia il settore e l’applicazione che registra maggior sviluppo è quello alimentare: produciamo alimenti di ottima qualità e anche la canapa non fa eccezione. I semi di canapa ad esempio, un super alimento molto richiesto in tutto il mondo, se coltivati in Italia acquistano valore, come tutto il made in Italy. E altrettanto può dirsi per tutte le preparazioni a essi riconducibili, come le farine di canapa e l’olio. Da segnalare la start up italiana Kanesis, che ha brevettato la plastica da utilizzare nelle moderne stampanti 3D, una plastica in canapa completamente biodegradabile.

 

 

Provando a semplificare una tematica a dir poco complessa, a che punto siamo in Italia nell'ammissione dell'uso della cannabis a scopo terapeutico, quindi con THC anche superiore allo 0.6? E nella coltivazione della stessa sempre su territorio Italiano?

Purtroppo per chi ha bisogno di cure che comprendono anche anche l’utilizzo della Cannabis, l’Italia è molto indietro. Attualmente la produzione su territorio italiano è affidata allo stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze, e a un responsabile del Crea, riguardo le varietà da coltivare.
Dopo la sperimentazione e l’avviamento di produzione, purtroppo i risultati ottenuti non sono sufficienti a soddisfare le necessità dei malati che si curano con questa sostanza, chi lavora in questo settore non crede ai propri occhi quando vede i video diffusi dalla stampa. Tuttora infatti l’Italia è costretta a importare a caro prezzo la Cannabis dall’Olanda, senza comunque riuscire a soddisfare il fabbisogno annuale. Istituzionalmente, forse sarebbe stato costruttivo e opportuno domandare una consulenza professionale a chi si occupa di canapa da anni, agli esperti e alle aziende che abbiamo in Italia: continuiamo a confidare che lo facciano al più presto.

Oltre a essere una fiera con espositori, aree food e bambini, proposte legate all'arte e all'artigianato, insomma un luogo anche di “svago” e condivisione, Canapa Mundi con i suoi talk e workshop ha anche, forse soprattutto, una valenza divulgativa e informativa. Alla quinta edizione e nel momento socio/politico di grandi contraddizioni (…) che stiamo vivendo che tipo di “responsabilità” culturale ha una manifestazione del genere? Rispetto a 5 anni fa, come sono cambiati e cresciuti gli obiettivi iniziali?

Canapa Mundi è una delle più grandi fiere internazionali in Europa; significativa come evento commerciale, è certamente il più grande avvenimento culturale dedicato alla Canapa. Per questo a Canapa Mundi trovano ampio spazio i workshop tematici, le installazioni artistiche a tema, le mostre fotografiche, le esposizioni artigiane, le presentazioni editoriali e i laboratori per i bambini, che giocano affinando la propria manualità utilizzando sempre la canapa quale risorsa poliedrica. Dal secondo anno, il buon riscontro pubblico ed internazionale ci ha permesso di sviluppare quella che era l’area dibattiti, inaugurando l’organizzazione della ben più strutturata Conferenza annuale sulla Canapa, che quest’anno giunge alla sua terza edizione. Si tratta di una Conferenza accademica, occasione di incontro e confronto con i principali esponenti del settore, legati al mondo scientifico e giuridico, che hanno così la possibilità di divulgare i propri studi a una porzione di pubblico che, fino a tre anni fa, sembrava irraggiungibile.

 

 

Credete che la percezione che oggi le persone hanno della cannabis, quella industriale ma anche quella light o quella con THC superiore a scopo terapeutico e ricreativo, sia cambiata – e se sì in che direzione - grazie al crescente numero di manifestazioni e di interesse in generale da parte di produttori e consumatori? Non escluderei la possibilità che in certi casi le notizie contraddittorie e le “speculazioni” politiche abbiano generato confusione in senso opposto…

Purtroppo 40 anni di retaggi proibizionisti non si cancellano con pochi anni. La canapa ancora oggi è considerata una pianta controversa; i suoi numerosi e funzionalissimi impieghi sono ancora generalmente valutati e percepiti in un’ottica limitata: perché nell’immaginario collettivo, la canapa quale pianta paga ancora moltissimo la demonizzazione del suo principio attivo più conosciuto, il THC. Questo porta a una nuova deformazione della realtà, e tarda l’accrescimento culturale necessario per comprendere che oggi la canapa è una risorsa fondamentale per il futuro del pianeta in tutti i suoi utilizzi.

L'argomento cannabis racchiude in sé alcune tematiche importanti legate sotto varie forme al territorio italiano: sicuramente il problema del proibizionismo, della relativa lotta alla criminalità organizzata e dell'uso di medicine “alternative”; ma anche temi sempre caldi come quello della sensibilità ambientale, dell'informazione in generale e dell'attenzione all'alimentazione, ambiti in cui la canapa industriale ci sollecita ad evolvere verso consapevolezze maggiori. Quello sulla cannabis è un discorso in primo luogo “culturale”, che poi ha anche risvolti economici e sociali di rilievo. Come Canapa Mundi avete attività o propaggini della fiera che si sviluppano anche al di fuori dei giorni della manifestazione per sensibilizzare i cittadini?

L’associazione Tuanis organizza altri eventi durante l’anno, tra le tante iniziative intraprese negli anni, abbiamo fondato la rivista BeLeaf Magazine che viene stampata in 20000 copie e distribuita su tutto il territorio nazionale. Ovviamente anche il sito Beleafmagazine.it è da anni un punto di riferimento culturale importante per informarsi sul tema Canapa a 360 gradi e ristabilire quella conoscenza fondamentale che servirà a superare questi decenni proibizionisti.

Come sarà organizzata la fiera quest'anno e cosa offrirà? Ci saranno delle novità, ad accompagnare l'ormai affermata divisione in due aree, quella dedicata alla canapa industriale e quella dedicata alla cannabis light e al settore grow?

Canapa Mundi è la prima Fiera della Canapa al mondo ad aver pensato a una separazione dei settori principali che girano intorno alla canapa. La pianta è una sola, ma le due aree che caratterizzano Canapa Mundi non sono che le due facce della “medaglia canapa”. Questa divisione tra area Hemp industry e Grow è stata apprezzata sin da subito da pubblico e operatori e in parte è stata la chiave del successo di Canapa Mundi, che in questo modo ha attratto molte realtà della Canapa Industriale che fino ad allora avevano evitato di partecipare alle fiere di settore.
Cresciamo ogni anno, dai 2500 mq iniziali siamo arrivati ai 10000 di quest’anno, sul sito sono disponibili le statistiche complete che evidenziano la crescita esponenziale. Anche il pubblico ha apprezzato la distinzione e la grande offerta del settore Hemp Industry, che racchiude i prodotti cosmetici naturali, i lavorati artigiani e tessili, componenti bioedili e, naturalmente, numerosi prodotti alimentari a base di canapa, dalla pasta alle farine, dalla birra all’olio, dalla pizza ai dolciumi. La seconda area tematica è invece riservata alle aziende specializzate in sistemi altamente tecnologici di coltivazione, alle ultime novità per gli articoli per fumatori e alla selezione delle infiorescenze di qualità. Lungo la sua superficie quindi, Canapa Mundi si conferma una Fiera pensata per tutti: i professionisti e gli imprenditori, che possono beneficiare dell’area business e del Canapa Mundi Business Networking; gli intenditori, che possono fruire dei numerosi workshop tematici e partecipare alla Conferenza sulla Canapa, gli appassionati, che hanno l’opportunità di scoprire le molte novità che caratterizzano i mille usi della canapa, nonché visitare le mostre programmate, tra le quali, ad esempio, l’installazione d’arte immersiva ed esperienziale “50 shades of green” di Massimo Burgio/Burningmax, per la prima volta in Italia. E, soprattutto, è una fiera pensata per le famiglie: Canapa Mundi detiene infatti anche un altro primato, l’entrata libera dei bambini e il coinvolgimento delle famiglie. Prima tutte le fiere di settore vietavano l’entrata ai minori; si pensava che il tema canapa fosse un argomento tabù per bambini e famiglie. Noi abbiamo creduto sin dall’inizio che la cultura della canapa fosse a 360 gradi, e questo esempio è stato fortunatamente poi seguito da tutti i nostri colleghi, che ora prevedono anche la partecipazione di minori. Anche questo è un piccolo grande passo verso la normalizzazione e la giusta considerazione della canapa.

La mappa con le due aree
La mappa con le due aree

Quali sono i temi principali che verranno trattati quest'anno nell'area Conferenze e gli strumenti che volete offrire alle persone interessate? Dietro la scelta del programma divulgativo che tipo di metodo/approccio c'è? In generale rispetto ad altre fiere mi sembra ci sia una maggior attenzione all'aspetto divulgativo....

La Conferenza italiana sulla Canapa, giunta alla terza edizione, è una conferenza accademica con un programma molto ricco e unico nel suo genere. Nasce dalla volontà di superare il concetto delle aree dibattito, che sono spesso troppo a disposizione delle varie passerelle di politici di turno, che a parer nostro dovrebbero partecipare alle fiere e farsi una cultura piuttosto che voler parlare sopra un palco per 5 minuti per poi tornare nei palazzi del potere. La Conferenza sulla Canapa è stata la nostra risposta a questo bisogno di upgrade, per creare qualcosa di meglio, di più strutturato ed accademico. Per quest’anno, la Conferenza poggerà su tre macro-sessioni tematiche: canapa industriale, canapa in medicina (veterinaria e umana) e canapa nella giurisdizione (nazionale e internazionale). Non mancheranno inoltre interventi dedicati alla nutraceutica e alla biobonifica.

Qual è il target di Canapa Mundi? Mi capita spesso di trovare persone anche molto adulte interessate e usare la cannabis light e giovani interessati alla canapa industriale, quindi poi esempi concreti anche fuori dai “soliti” stereotipi…

Canapa Mundi ha da subito puntato a un pubblico eterogeneo: d’altra parte corrisponde alla convinzione che parlare di canapa, oggi, significhi abbracciare una conoscenza a 360 gradi, sia in termini di opportunità che di possibili destinatari, attori o fruitori che siano. Quindi, sì: ci è capitato e ci capita sempre più spesso non solo che il pubblico lontano dai cosiddetti “soliti stereotipi” si avvicini a Canapa Mundi, ma anche che ci faccia i complimenti. E questo significa che Canapa Mundi funziona molto bene quale vettore culturale, educativo e divulgativo.

Canapa Mundi: serra
Canapa Mundi: serra

All'interno della manifestazione quanti sono i produttori italiani coinvolti e quanti quelli stranieri? Probabilmente c'è una differenza tra l'area della canapa industriale e quella grow, ma in generale la fiera è rivolta a valorizzare e potenziare – anche in prospettiva – la produzione italiana?

Esatto, diciamo che la percentuale di partecipanti esteri è più consistente nell’area Grow che non in quella riservata alla Canapa Industriale, sebbene ci siano degli esempi in entrambi settori tematici. Naturalmente Canapa Mundi è la prima Fiera cui si rivolgono numerosi artigiani e piccoli-medi imprenditori italiani. Canapa Mundi, per scelta, da sempre applica prezzi calmierati per tutti coloro che appartengono all’area di canapa industriale, una forma di promozione e sostegno che ci sembra sensato e doveroso e che non abbiamo mai tradito, indipendentemente dal progressivo successo registrato per Canapa Mundi.

C'è un motivo particolare per cui “la più grande fiera dedicata alla canapa” si fa a Roma? Sicuramente la città ha accolto bene l'arrivo dei vari negozi dedicati alla cannabis light e se non sbaglio Hemporium - che da tempi non sospetti si occupa di canapa - è stato il primo negozio in Italia ad aprire a questa pianta…

Nel 2001 Hemporium è stato il primo Grow shop della Capitale, e Roma è stata la città più vivace ad accogliere questo fenomeno. Conoscere e trovarsi sul territorio metropolitano di Roma con un terreno così fertile creato dai negozi specializzati ha naturalmente comportato che Canapa Mundi, come spirito culturale e organizzazione fieristica, non si rivolgesse altrove. Questo non significa che Roma sia stata generosa con Canapa Mundi. Aspettiamo da quattro anni che le istituzioni condividano con noi l’entusiasmo e l’impegno di Canapa Mundi. Ma ad oggi purtroppo sono sempre rimaste lontane, rifiutando anche il patrocinio gratuito.

Il market dell'area Hemp industry
Il market dell’area Hemp industry

Una cosa che, per usare un eufemismo, fa spesso “sorridere” è come alcune forze politiche fortemente legate al concetto di territorialità e di valorizzazione dei prodotti italiani non si batta a favore, ma anzi contro, la produzione e la valorizzazione della cannabis. Mi riferisco anche semplicemente a quella industriale, che ha così tanti benefici per tutti... Voi cosa ne pensate? Dove sta il cortocircuito?

Sicuramente questa domanda richiederebbe un discorso ampio e complesso. In poche battute, tirando in ballo la semplice percezione del settore: la situazione lascia presumere che con buona probabilità gli interessi politico-economici di chi oggi investe o fruisce dei tanti e vari benefici accennati, restino comunque marginali, o di entità trascurabile, rispetto a quelli cristallizzati e consolidati di chi ne è il contraltare. È anche alla luce di queste considerazioni che assumono importanza il desiderio di formazione, la necessità di garantire la cultura della canapa alla portata di tutti, la divulgazione dei progressi di settore in ambito scientifico e accademico. Anche e con la speranza di accrescere l’interesse pubblico condiviso, renderlo cosciente e competente, atto insomma a imporsi in maniera significativa. Canapa Mundi è uno dei tasselli utili a questa funzione, e siamo sicuri che tutti i muri verranno abbattuti con il tempo.

Ultima domanda ancora relativamente spinosa e legata all'attualità: la scorsa estate ci sono stati dei blitz in Emilia Romagna, ma più di recente anche a Roma e altrove, a discapito di molti negozi di cannabis light - legati alla possibile interpretabilità della legge del 2016 in contrasto con quella sugli stupefacenti - e a livello giuridico da anni assistiamo a un relativo tira e molla di natura perlopiù politica, mai di tipo scientifico. L'episodio più recente è la proposta di legge del senatore Mantero e la prevedibile reazione del Ministro dell'Interno. A che punto siamo e che prospettive concrete ci sono affinché si superi questa fase di stallo, di demonizzazione e di cattiva informazione sull'uso della cannabis a scopo ricreativo e terapeutico?

Accenniamo solo a un paio di temi a riguardo: da una parte la vaghezza legislativa; dall’altra l’incompetenza degli attori istituzionalmente investiti della questione legislativa. Il primo elemento è indubbiamente dannoso: non solo per i principi di diritto civile, ma anche e soprattutto per il mercato, scoraggiando l’investimento e facendo vacillare la programmazione economica aziendale. Per questo auspichiamo tutti che nel prossimo futuro si possa contare su una maggiore chiarezza normativa; meglio ancora se aderente al tessuto attuale, ovvero pensata con maggiore attenzione, per una migliore e più lungimirante attuabilità. E qui siamo giunti al secondo elemento: perché per creare una buona norma, con chiari requisiti di fattibilità e adeguatezza, non si può prescindere dal coinvolgimento dei principali attori del settore di applicazione, perché rappresentano esperienza e competenza preziosa. Non ci risulta però che le istituzioni abbiano dimostrato alcun orientamento nei confronti del settore della canapa, né nell’interesse pubblico, né in quello di mercato. Almeno in concreto. Anche per questo il tentativo recentissimo del senatore Mantero, nonché l’ovvio riscontro del Ministro dell’Interno, non sembrano che opportunistiche e superficiali forme di propaganda politica, nell’uno e nell’altro senso.