Giovanni Fiorin

"Un prodotto di qualità servito in modo informale in ambienti contemporanei, sembra banale ma le cose semplici sono sempre le più difficili da fare. Noi partiamo sempre dai nostri ospiti e dalle loro esigenze."

Foto di Dry Milano

Data di nascita

18 agosto 1969 (49 anni)

Luogo di nascita

Portogruaro (VE)

Attività

Imprenditore

Scritto da Martina Di Iorio il 12 aprile 2017
Aggiornato il 18 settembre 2017

I soci del Dry Cocktails & Pizza fanno il bis con una nuova apertura in Porta Venezia: il Dry Milano. Gli ingredienti ci sono tutti – e forse anche di più – per replicare il grande successo del fratello maggiore. Una location da far girare la testa, cocktail e pizza di qualità, e la grande novità dell’apertura a pranzo. Abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei suoi soci, Giovanni Fiorin, che ci spiega meglio questo nuovo progetto, ci parla del resto della truppa e qualche segreto dietro quest’avventura targata Dry.

Zero – Chi c’è dietro Dry Milano? Potete presentarvi? Come vi siete conosciuti?
Siamo in quattro ad avere ideato il Dry Milano: Andrea Berton, Giovanni Fiorin, Diego Rigatti e Tiziano Vudafieri. Ci siamo conosciuti ai tempi in cui io ed Andrea eravamo in Piazza della Scala, Diego e Tiziano erano nostri assidui frequentatori, poi siamo diventati amici e infine soci.

I soci del Dry. Da sinistra: Tiziano Vudafieri, Diego Rigatti, Andrea Berton e Giovanni Fiorin
I soci del Dry. Da sinistra: Tiziano Vudafieri, Diego Rigatti, Andrea Berton e Giovanni Fiorin

Quanto è stato importante il ruolo di uno chef come Andrea Berton in questo percorso?
Andrea è l’ispiratore delle nostre scelte in cucina, ognuno di noi ha una sua specifica competenza che messa a disposizione delle nostre operazioni diventa importante e strategica, le decisioni le prendiamo sempre tutti assieme.

Come è nata l’idea di fare il bis in Porta Venezia?
Stavamo cercando un luogo idoneo a ospitare il nuovo Dry, eravamo aperti a diverse zone della città. Quando abbiamo visto gli spazi di via Veneto 28 è stato un fulmine a ciel sereno, ancora oggi, a quasi un anno dalla prima volta che lo abbiamo visto ci impressiona per lo charme.

Il sindaco Sala in azione all'evento di inaugurazione del Dry Milano
Il sindaco Sala in azione all’evento di inaugurazione del Dry Milano

Quali sono i punti di contatto tra il Dry Cocktails & Pizza e il nuovo Dry Milano? E le novità?
I punti di contatto sono di certo i temi del decor e la centralità di cocktail e pizza per quanto riguarda la proposta gastronomica che in questa nuova avventura vedrà alcuni elementi complementari. Questo è uno dei tratti di novità, che serviranno a rendere interessante la frequentazione anche a pranzo. Gli spazi cocktail vedono un bar innovativo con una grande isola centrale a vista dedicata alla preparazione che pare quasi una cucina, tecnologicamente avanzata con cotture a induzione, abbattitore, estrattore. I cocktail saranno tutti signature, introdurremo gli “shrub” e prenderemo alcuni standard per prepararli con tecniche nuove come la cottura sottovuoto. Infine la pasticceria: oltre al gelato infatti abbiamo introdotto una linea di pasticceria, pochi dolci ma straordinari, abbiamo allestito un piccolo laboratorio ad hoc.

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Di cosa vi occupate all’interno di Dry Milano? Chi fa cosa?
Io mi occupo di gestire tutta l’operatività e sono amministratore delle società veicolo nonché della holding che possiede tutte le operazioni; Andrea Berton ha la delega alla linea di cucina; Tiziano Vudafieri è ovviamente l’architetto di casa, mentre Diego Rigatti si occupa di tutti gli aspetti legali e contrattuali. Ci riuniamo spesso in consiglio e prendiamo tutte le decisioni insieme.

Siamo stati alla presentazione del nuovo magazine The Pisacco Chronicle: di cosa si tratta?
Il Pisacco Chronicle è un progetto sul quale abbiamo investito molte risorse e tempo, grazie a i ragazzi di 150UP e Alla Carta è diventato il veicolo di comunicazione che volevamo. Di questo infatti si tratta, raccontare il mondo che ruota attorno alle nostre imprese da un punto di vista non convenzionale, mantenendo però il cibo quale collante tra le varie rubriche. Per il momento è digitale (a parte le stampe all’inaugurazione del locale), poi si vedrà.

Il primo numero di The Pisacco Chronicle Credits: @Roberto Confalonieri
Il primo numero di The Pisacco Chronicle Credits: @Roberto Confalonieri

Vi aspettavate un simile successo? Qual è il vostro segreto?
Ci speravamo, i fattori che hanno reso popolari i nostri ristoranti sono molteplici, ma ritengo che la mission di base sia stata vincente fin dall’inizio: un prodotto di qualità servito in modo informale in ambienti contemporanei, sembra banale ma le cose semplici sono sempre le più difficili da fare. Non ci prendiamo mai troppo sul serio, partiamo sempre dai nostri ospiti e dalle loro esigenze.

E quello della vostra pizza?
Volevamo una pizza buona e digeribile, il lavoro che ha fatto Simone Lombardi su prodotti e impasti è stato efficace oltre ogni nostra aspettativa. Parte del successo d DryMilano è dovuto alla sua capacità di sfornare pizze eccezionali.

La proposta del Dry: cocktail e pizza di qualità
La proposta del Dry: cocktail e pizza di qualità

Siete stati i primi ad avvicinare due mondi inizialmente inconciliabili: quello dei cocktail e quello della pizza. Come ci siete riusciti?
Evitando di prendere in considerazione abbinamenti di sicuro impatto mediatico ma poco efficaci nella sostanza, lasciando ai nostri ospiti decidere se e come mischiare le due cose.Ovviamente la qualità di pizza e cocktail sono e saranno sempre la garanzia di DryMilano.

Strumentazione all'avanguardia per un bancone del bar che è quasi una cucina
Strumentazione all’avanguardia per un bancone del bar che è quasi una cucina

Che altri bar e ristoranti frequenti a Milano, a parte i vostri?
Mi piace molto Bjork in zona Porta Venezia, per la carne gli amici della Griglia di Varrone, tra i cocktail bar ho un debole per il Surfer’s Den, se posso permettermi di uscire dalla città arrivo dall’amico Polo Reina all’Antica Osteria del Gallo a Gaggiano, per me una delle migliori trattorie italiane.

Dove vai a divertirti quando non sei a lavoro?
Gioco con i miei figli, ovunque. Guardo con interesse alla parte più viva e non convenzionale della città, le iniziative negli ultimi anni non mancano, l’arte, la musica.