Kungfu Bao

Zero qui: Fa kung fu tra i ravioli.

Contatti

Kungfu Bao Viale Monza, 37
Milano

Orari

  • lunedi 12–15 , 18–23:30
  • martedi 12–15 , 18–23:30
  • mercoledi 12–15 , 18–23:30
  • giovedi 12–15 , 18–23:30
  • venerdi 12–15 , 18–23:30
  • sabato 12–15 , 18–23:30
  • domenica 12–15 , 18–23:30

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Cucina

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 17 febbraio 2017
Aggiornato il 20 febbraio 2017

L’invasione c’è ed è reale: i dumplings, o ravioli che dir si voglia, sono dappertutto. Fritti, al vapore o alla piastra, da immergere con lussurioso desiderio nelle più svariate salse e intingoli, stanno cavalcando da ormai un bel po’ di tempo gli appetiti e le scelte gastronomiche dei milanesi. Non solo il semplice raviolo al vapore con verdure o quello di maiale (se c’è da fidarsi) che crepita al calore di piastre di ghisa portatili, ora sul tema c’è una letteratura di riferimento grazie al nascere incessante di posti specializzati sul saccottino asiatico per eccellenza. Kungfu Bao è un altro piccolo soldatino di terracotta che si aggiunge nell’esercito dei locali che tirano e riempiono la sfoglia alla maniera cinese, di recente apertura in zona Loreto o forse dovremmo dire No.Lo.

Alcuni tra i ravioli di KungFu Bao
Alcuni tra i ravioli di KungFu Bao

La scimmia asiatica (non quella di Gabbani che balla nuda) mi impone il dovere di provare tutte – o quasi – le specialità della casa. Non solo jiaozi – chiamiamo le cose con il loro nome – ma anche baozi, o bao, ovvero il tipico panino ripieno cotto al vapore. Arrivano le mie portate una dietro l’altra con precisione millimetrica: ravioli con gamberi, lo special del giorno con verdure carne e spaghetti alla soia, quelli al maiale, alla salsiccia e funghi e quelli con patate. Una pasta ben cotta, consistente, che regge la cottura e le mie ossessive immersioni in salsa di soia e aceto, e un ripieno non troppo aggressivo nonostante l’uso importante di erba cipollina e porro (vietato baciare).

I baozi
I baozi

I bao sono soffici e vaporosi, li scelgo con manzo al pepe nero e con verza e patate. Il menu è prettamente impostato su queste piccole bontà ripiene, ma non mancano i classici della cucina cinese: provo un riso alla cantonese e un manzo saltato con verdure, entrambi piatti non memorabili e comunque nella media. Come del resto l’arredamento, un po’ kitsch con tanto di carta da parati che rappresenta una via trafficata di Hong Kong. Mi piace invece il bancone principale, ricorda quello di un fast food ma ci trovi una sorridente ragazza che prepara ravioli espressi come fosse in una catena di montaggio: lo stakanovismo cinese del resto è proverbiale. Da segnare tra gli indirizzi preferiti se si vuole un posto a poco prezzo specializzato in ravioli fatti in casa. Quando la famosa scimmia chiama.

Martina Di Iorio