Denis Longhi

Denis Longhi è il frontman del Jazz:Re:Found, festival che esplora musiche che vanno dal new-jazz all'house più spinta. Denis, oltre al passaggio da Vercelli a Torino, ci racconta qualche chicca sul suo vero lavoro all'università e di quella volta che ha preso troppo sul serio l'anniversario di Albert Hoffman

Denis in un momento di riflessione

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 26 novembre 2015
Aggiornato il 23 gennaio 2017

Jazz:Re:Found ha fatto due grandi passi: diventa un festival indoor e abbandona i campi del vercellese per spostarsi nei club di Torino. Denis Longhi è tra i fondatori e gli ideatori del festival e ci siamo fatti raccontare come gli è venuta quest’idea di fare un festival a Vercelli città famosa per le risaie (e anche per le rane) e poi spostarlo nella città della Mole.
Denis ha fatto della sua passione per il clubbing un lavoro, ma non riesce a percepirlo come tale. Come tutti i clubber e addetti ai lavori della notte, alla passione per la musica e per il divertimento ha poi aggiunto quella per il bere bene e per la buona cucina. Quindi alla fine di questa intervista saprete anche dove va a bere a mangiare e se lo vedete in giro dategli un cinque alto che se lo merita.

Zero – Chi sei? Cosa fai? Quando sei nato?
Denis – Denis Longhi, 12 Luglio 1978. Vercelli
Cancro ascendente bilancia

È divertente fare il direttore artistico di un festival?
Divertente non credo sia la parola giusta, anzi, non so darti una risposta esauriente. Purtroppo non mi considero un “direttore artistico” tout court, mi vedo più come un’entusiasta portavoce di un scena, o se vogliamo di un movimento musicale di minoranza. Difficile identificarmi in un ruolo specifico, se non in quello di chi si è preso un po’ più di responsabilità rispetto ad altri. Una questione definibile in un giusto mix tra coraggio e imprudenza diciamo…

Come funziona il tuo lavoro?
Quale? Il mio lavoro “ufficiale” è quello di responsabile del “Laboratorio Multimedia” del Dipartimento di Studi Umanistici di Vercelli, un sano e virtuoso ambiente universitario in cui passo la maggior parte della mia giornata. Poi mi occupo dell’Associazione Culturale Casanego, di cui sono Presidente e con cui oltre al Festival gestiamo diversi progetti e bandi con istituzioni e aziende pubbliche e private. Ho appena lasciato la direzione del “nostro” club a Vercelli, Faktory Basement, che abbiamo ristrutturato e avviato circa 4 anni fa, e ho preso la direzione artistica (in questo caso sì) della stagione teatrale jazz (Jazz’About) del Centro Santa Chiara di Trento per il prossimo triennio. Ultimo, non per importanza, ho un rapporto ci consulenza in qualità di docente presso la Cattolica di Milano al Master MEC: Ideazione e progettazione di eventi culturali.

Denis in un'espressione e una posa classica da festival
Denis in un’espressione e una posa classica da festival
 
Ci racconti la tua giornata?
Solitamente mi sveglio alle 9, prima faccio davvero fatica. Il mio orario di lavoro in Università è sufficientemente elastico, quindi riesco a gestire in modo abbastanza equilibrato il lavoro “ufficiale” e quello “passionale”. Ovvio, visto da fuori risulto un nerd “workaholic” che non si riesce a sganciare dall’ambito lavorativo, ma se interpretiamo il mio impegno nei confronti della musica e delle produzioni formalmente come una passione tutto quel tempo non posso ritenerlo uno stress o un dovere, ma piuttosto un folle e impegnativissimo piacere. Comunque più che in giornate la mia vita è divisa in cicli/stagioni, non ho una routine così sistematica.

Ci racconti come nasce jazz:re:found?
È il risultato di un’intera vita spesa a cercare e collezionare dischi,‭ ‬produrre musica tentando di scimmiottare gli inarrivabili maestri del jazz e del soul. Le esperienze intense degli anni ’90 ‬con le magiche suggestioni dell‭’‬after hour italiano e della Londra UK Garage,‭ ‬il trip hop targato Lamb o Massive Attack e le incursioni nei territori più adulti con Guru Jazzmatazz o l’inarrestabile Jamiroquai.‭ ‬I Festival per l’Europa,‭ ‬Sonar di inizio millennio,‭ ‬Big Chill,‭ ‬Worldwilde,‭ ‬fino a sbarcare in California per farsi sorprendere da Coachella ancora quando non era frequentato da Di Caprio.‭ ‬È il desiderio di portare un piccolo pezzo di tutta quella meraviglia,‭ ‬di tutta quell’insaziabile energia davanti agli occhi delle persone che ami,‭ ‬che stimi,‭ ‬e che avresti voluto vedere partecipare a tutte quelle indelebili esperienze.‭ ‬Questo è successo a Vercelli,‭ ‬in un territorio dove la curiosità è molta,‭ ‬ma il passo per soddisfarla è sempre molto complicato‭.

Denis and friends al Sónar in attesa di un dj set
Denis and friends al Sónar in attesa di un dj set
 
Cosa facevi prima di occuparti di Jazz:Re:Found?
Ho sempre fatto il promoter e il funambolo nel night clubbing, un po’ dietro alla console e un po’ in mezzo ai musicisti. Dal ’93 circa mi occupo di musica e del mondo della notte, ovvio a Vercelli è una missione da perfetto martirio, ma nella seconda fase, quella iniziata nel 2001 con la costituzione del collettivo Noego – una crew di giovani artisti, vj, designer e dj – si sono messe le basi perché germogliasse oltre ad un certo appeal nei confronti delle nostre proposte, anche una certa progettualità e crescita professionale. Diciamo che da quano ho sviluppato capacità cognitive mi sono messo a servizio della musica, di un certo tipo di musica…

In quanti siete e chi siete ad occuparvi del festival? Avete un ufficio/una sede?
Con una convenzione concordata con l’Università del Piemonte Orientale ho la possibilità di ospitare nel mio ufficio uno stagista/collaboratore che fa riferimento a Casanoego dal 2011. Ad oggi Samuel è collaboratore continuativo da 2 anni, occupandosi della parte amministrativa, Alessandra (membro fondatore di Noego) partecipa invece part-time alla produzione e alla gestione dell’ospitalità e media i rapporti con sponsor e clienti, infine Andrea (Clemente) segue da sempre il coordinamento della progettualità video, sia in pre-produzione che nella fase di riprese, regia e vjing. Oltre ad altri collaboratori terzi, quest’anno sono entrati nello staff di produzione la fenomenale Paola Cuniberti (Direzione Produzione) e Luca Biasetti (Direzione Stage/Palco), biellese, già amico e collaboratore delle ambiziose visioni rivoluzionarie in provincia.

Denis con alcuni ragazzi del suo staff di produzione
Denis con alcuni ragazzi del suo staff di produzione
 
Che città è Vercelli? Ce la descrivi? Ci sono locali o situazioni musicali interessanti?
Mi sento in difficoltà a rispondere, è un rapporto di amore ed odio, molto, molto ambiguo. Sicuramente è una città che ha avuto un grande potenziale e se vogliamo una sua “golden age”. La provincia sembrava una grande opportunità ed una valida alternativa quale luogo di risposta alla crisi. Spesso nasce proprio dalla provincia il fermento e l’energia che stimola dal basso le rivoluzioni culturali, ma è necessaria una solida condivisione e consapevolezza progettuale tra istituzioni e operatori culturali. Così non è stato, e le fratture sono ormai enormi, parlo anche a nome di realtà molto simili che conosco nelle vicine province di Biella e Novara. Il passaggio del testimone con le generazioni più giovani poi non è stato indolore, c’è una grande distanza in termini di sensibilità ai contenuti e alle modalità di fare e vivere la cultura. Noi (Noego & friends) abbiamo fatto molto in questi anni, spero qualcuno prima o poi ne possa raccogliere i frutti… L’ultima Vercelli che ho saputo apprezzare è quella che vedi in foto (Jazz:re:found Village 2012)

Jazz:Re:Found village 2012
Jazz:Re:Found village 2012
 Come mai la decisione di spostarsi a Torino?
“‬Non è mai semplice lasciare casa,‭ ‬soprattutto quando sei nato e cresciuto nella surreale e ovattata provincia.‭ ‬Il distacco però‭ ‬è una necessaria crescita e le trasformazioni sono logiche conseguenze dell‭’‬evoluzione.‭ ‬Così anche Jazz:re:found,‭ ‬lascia amici e campi inondati d‭’‬acqua,‭ ‬per un magico viaggio verso la città,‭ ‬alla ricerca di nuovi suoni e colori,‭ ‬nella speranza che il proprio entusiasmo possa essere contagioso anche sotto la Mole‭”‬.‭ ‬Questo è un estratto da una delle prime interviste rilasciate la primavera scorsa,‭ ‬sembra quasi tratto da un lamento di Cesare Pavese.

In realtà,‭ ‬diciamo che era necessario,‭ ‬Vercelli come dicevo ha dato moltissimo,‭ ‬ma ha anche tolto‭ ‬altrettanto a Jazz:re:found.‭ ‬È il solito paradosso della‭ ‬piccola‭ ‬provincia,‭ ‬inutile ripeterlo per l’ennesima volta e polemizzare.‭ ‬Il concept della comunicazione‭ ‬di JRF‭ ‬2015‭ ‬credo spieghi e soddisfi bene il senso di questo viaggio,‭ ‬è una prova di maturità,‭ ‬è la necessita di confrontarsi‭ ‬realmente,‭ ‬senza farsi‭ ‬coccolare o tenere per mano.‭ ‬La fuori c’è una famiglia più grande,‭ ‬spesso messa ai margini‭ ‬inconsapevolmente,‭ ‬ma sono moltissimi i‭ ‬music lover,‭ ‬i fan,‭ ‬i curiosi,‭ ‬i clubber,‭ ‬gli addetti ai lavori e non,‭ ‬che amano e si riconoscono in questo progetto e in questo modello di espressione musicale,‭ ‬ma anche in una vera e propria attitudine e consapevolezza quasi fosse una vera‭ ‬community. Jazz:re:found è sicuramente poco‭ ‬”pop”‬,‭ ‬molto più legato alla scena del clubbing‭ ‬e della ricerca, che a quello dell’edonismo e dell’intrattenimento.‭ ‬Crediamo Torino sia il luogo giusto per raccogliere ed accogliere un pubblico‭ “super-conscious‭”‬,‭ ‬che vede in questa città ancora un simbolo importante nella genesi dei movimenti culturali,‭ ‬delle avanguardie,‭ ‬e della sostenibilità di reti sociali e professionali sane,‭ ‬ancora distanti dall‭’‬essere fagocitate dall‭’‬aziendalismo e dall‭’‬arrivismo‭. Noi vercellesi,‭ ‬siamo cresciuti esattamente in mezzo‭ ‬a due capoluoghi non solo regionali (‬78 km da Torino e da Milano‭),‭ ‬ma anche culturali e politici,‭ ‬e chi ha avuto la curiosità e la voglia di immergersi in entrambe le realtà,‭ ‬non può che avere assorbito e capitalizzato un patrimonio enorme che, mediato con le giuste valutazioni, regala molta completezza.

Che rapporti avete con la città sabauda? C’è qualcuno che vi darà una mano nell’organizzazione del festival?
Si, sono davvero in molti! Andrea Di Maggio (PassEnger) è uno dei miei più cari amici e già dj della scuderia Boogie Nights, sarà un po’ il nostro ambasciatore torinese. Poi fanno parte oltre che del progetto anche della famiglia di ‘JRF’ The Sweetlife Society, sbocciati e decollati nell’edizione 2010 a Vercelli, con cui esiste un forte legame personale oltre che professionale (sono stato addirittura loro coinquilino nella mia breve permanenza torinese). Senza dimenticare Dj Fede che segue il festival dalla sua prima edizione e ci suona regolarmente dal 2009, i ragazzi di Soulful Torino con cui condividiamo insieme da anni la grande passione per vinili e black music, Gambo, Gandalf e molti altri. Tutti daranno un contributo oltre la dimensione artistica, ti dirò che man mano si avvicina il festival sono molti gli operatori ed attori della vita notturna culturale/musicale torinese che manifestano interesse e la propria disponibilità nell’aiuto emsostegno della produzione… e poi il claim di quest’anno, è proprio “Welcome to Turin Mr. Jazz:re:found”

Denis e Passenger dispersi nel deserto
Denis e PassEnger dispersi nel deserto in cerca della strada per Torino
 
Quanto conosci Torino? C’è una zona della città che ti piace particolarmente?
Ho la grande fortuna di conoscere molto bene sia Milano che Torino, sia nella loro veste formale e mainstream che soprattutto nel loro circuito “underground” ed alternativo. Mi sento molto a mio agio per le vie di Vanchiglia, ho apprezzato molto l’emancipazione di San Salvario ma come molti torinesi ne ho anche subito il rovescio della medaglia, un processo che ha inflazionato e reso davvero ‘noisy’ il quartiere. Mi piacciono molto anche i vari avamposti che dominano il fiume (Esperia, Cap, Imbarchino, Perosino), dove ritengo ci sia un’atmosfera magica e davvero unica nel resto della penisola.

Ci sono dei locali/situazioni di Torino che segui per la programmazionie musicale?
Seguo la programmazione di Torino con attenzione, dagli ultimi exploit di Emilia (non solo tigelle) a qualche highlight di Astoria, frequento inoltre quando riesco Cap 10100, Bunker, Samo e sono cliente affezionato delle Officine Corsare quando Sweetlife fanno la loro mensile Swing Circus. Apprezzo molto la programmazione proposta negli ultimi anni da Ksoul e Mute Oscillator e dai ragazzi di Radio Banda Larga di cui anni fa abbiamo battezzato la loro prima esperienza con Theo Parrish in una memorabile serata a Verona. Essendo un grande appassionato di ‘black’ poi ovviamente cerco sempre di intercettare le proposte di Afrobeat Torino e Soulful.

Quali sono gli spazi dove si terrà il festival? Ce li descrivi?
Dunque come preannunciavo, la matrice fluviale esiste e sarà sottolineata. Cap 10100 ed Esperia saranno i due spazi rappresentativi dell’idendità del , si terranno rispettivamente i concerti di Gold Panda, Roy Ayers e di Thundercat. Non distante dalla Dora invece in Via Modena lo spazio dedicato al clubbing sarà l’Azimut Club, fresco di ristrutturazione e con in sala un impianto Funktion One, mentre il sabato un’autentica new entry: inauguriamo una nuova venue lo Spazio Q35 poco distante in via Quittengo (dietro il Bunker), dove una vecchia fabbrica di freni è stata riqualificata come spazio eventi che ospiterà Dj Premier, Moodymann e Theo Parrish.

Circolo Canottieri Esperia sul Po
Circolo Canottieri Esperia sul Po
 
Azimut Club
Azimut Club buio come piace a noi
 
Mappa venue di Jazz:Re:Found
Mappa venue di Jazz:Re:Found
 
Tu dove vivi?
Questa è la domanda più difficile, oggettivamente se devo fare una valutazione in base alla distribuzione del mio tempo e dei giacigli dove dormo potrei rispondere con: 33% Torino 33% Vercelli 33% Milano 1% Trento. Sono un grandissimo cliente di Trenitalia e di tutti i servizi di Car Sharing, meriterei una fidelity card sicuramente. Per ora non patisco molto questo alternarmi ripetutamente tra piemontese e lombardo nel giro di un orologio, ma immagino prima o poi non sarà così divertente e rilassante passare più ore in treno che in intimità, quindi il giusto centro sarà probabilmente un ritorno più stabile a Vercelli, che poi in fondo è comoda e strategica e se vissuta in questo senso può funzionare.

Ampersand: Gin Old Tom, Cognac, Anselmo Rosso, Grand Marnier, Orange bitter. Un cocktail del Vermouth Anselmo che ha il nome di un carattere tipografico, la "&"
Ampersand: Gin Old Tom, Cognac, Anselmo Rosso, Grand Marnier, Orange bitter.
Un cocktail del Vermouth Anselmo di Torino che ha il nome di un carattere tipografico, la “&”
Dove vai a bere? Qual è il tuo cocktail bar preferito?
A Milano solitamente vado al Notthingam Forest in Viale Piave oppure a Elitabar da Alioscia. A Torino ho una cara vineria (era sotto casa) chiamata Vinarium e poi un barista eccezionale che lavorava al Vermouth Anselmo in San Salvario, ma temo abbia cambiato gestione di recente. Sono un bevitore di birra e vino, ma amo particolarmente anche la grappa gialla (morbida e stravecchia) e i cocktail a base di vodka e zenzero. Da mezzo monferrino ovviamente ho una predilezione per vini rossi e strutturati come Barbera e Barolo, anche se ho una passione per i bianchi liguri e carlofortini (Pigato, Cinqueterre ecc.).

E invece qual è il tuo ristorante preferito? E il tuo piatto?
Ecco, questo è il mio punto debole, adoro la cucina e la ristorazione (ben fatta). Difficile dire quale possa essere il piatto preferito, sicuramente mi basta e avanza l’esplorazione della cucina italiana, che ritengo irraggiungibile ed incomparabile. Apprezzo molto la cucina piemontese, ligure e, ultima scoperta estiva, ho apprezzato molto la cucina carlofortina. Amo il concetto di antipasti (be’ da noi si vince facile con assaggi da 10/12 portate) e prediligo la cucina saporita. Mangio volentieri sia carne che pesce e nonostante sia difficilissimo per me scegliere ti dirò che i miei piatti preferiti sono le trofie al pesto e il tonno di corsa. Tra i ristoranti preferiti una superchicca undeground come l’ Antica Ustaia da Zita a Lavaggiorosso vicino a Levanto e l’Osteria della Tonnara a Carloforte. A Milano segnalo Delicatessen e da Marcone, mentre a Torino mi sono sempre trovato bene all’Osteria n’Cicinin e al Fanfaron.

Quando stai casa invece cosa fai? Cucini? Giochi ai videogiochi? Se stai su internet quali sono i tuoi siti preferiti?
Odio videogiochi e TV. A casa quando trovo del tempo ascolto musica (quasi tutto pre 1978), leggo e anche se lo faccio di rado cerco di cucinare. Mi piace molto, ma richiede davvero tempo e serenità, e non è una combo così ricorrente.

La seconda casa di Denis a Moleto in provincia di Alessandria, la prima è in ristrutturazione
La seconda casa di Denis a Moleto in provincia di Alessandria, la prima è in ristrutturazione
 
Oltre alla musica hai altre passioni?
Amo particolarmente il cinema, lo trovo la forma di espressione più alta per l’essere umano. Mi piace molto il mare e viaggiare. Non amo particolarmente l’arte contemporanea ma mi affascinano tutte le sue declinazioni verso il design e l’architettura. Sport e teatro molto poco, carte e giochi vari mi danno il voltastomaco… Adoro il Bowling!

Il tuo film preferito? E il tuo libro?
Tutta la filmografia dei Coen e di Wes Anderson, i preferiti forse ‘Fratello Dove Sei’ e ‘Le avventure acquatiche di Steve Zissou’ Libro la Casa del Sonno di J.Coe e Io non ho paura…

Il Museo del Cinema a Torino
Il Museo del Cinema a Torino
Ci sono dei luoghi di Torino che alimentano le tue passioni? (palestre, teatri, cinema, sale giochi ecc..)
Fin da ragazzo, quando frequentavo l’università a Palazzo Nuovo ero molto affascinato dai cinema di Torino. Bigiavo spesso dal corso di cinema del DAMS per andare al cinema da solo la mattina, era un’esperienza mistica. Mi piace molto il Teatro Carignano dove mi piacerebbe prima o poi produrre qualcosa. Anche la Scuola Holden ed il suo General Store alimentano in me molte suggestioni.

 
Dopo il club: after, casa, baracchino, night…?
Ai continuati (gli after, ndr) ci andavo raramente anche nel periodo da ragazzetto “croccante”. Ho sempre preferito le chiacchiere cucinando la pasta alla mattina insieme agli amici, si comunque sono uno da “dopo il club cibo”!

Il Dj Torinese che ti piace di più?
Beh ovviamente per il mio gusto non ci sono dubbi, PassEnger è il mio suono! Ho notato con particolare attenzione Francesco Nig e Alexei con il loro progetto Stump Valley e oltre ai vari già elencati in precedenza, anni fa fui colpito dai giovinotti di Bounce FM (Lorenzo, Martino, Dario & co) che ospitai poi come soundtracker dell’area backstage di Jazz:re:found.

 
https://soundcloud.com/stump-valley/stump-valley-cinema-paradiso
 
Qual è il party più fico a cui hai partecipato?
Beh sicuramente la mensile che organizzavano al Plastic People ad inizio anni 2000. Si chiamava Co-Op (Cooperation), un party epico organizzato dalla comunità di West London (Ladbroke grove) di cui facevano parte Bugz In The Attic, 4Hero, Domu, Ig Culture ed in generale chi gravitava intorno alla mecca di allora Goya Music. Spingevano solo broken-beat, una festa assurda in cui gli unici bianchi eravamo io, andrea (il mio socio e fratello di Noego) e un paio di giapponesi. Quell’esperienza ha cambiato per sempre il mio metro di giudizio. Poi per non farsi mancare niente, il lunedì c’era la residenza di Gilles Peterson al Bar Rumba in Piccadilly Circus.

Party al Plastic People
Party al Plastic People
 
Se avessi un budget illimitato che party organizzeresti?
Un festival a Monferrato in mezzo alle colline in cui l’headliner è Stevie Wonder e la curatela di uno stage affidata a Gilles Peterson. Un Evento da 1000 persone che si fermano a dormire 3 giorni in venue, mangiando e bevendo solo buon cibo e vino della tradizione e ascoltano musica figa senza synth o zanzaroni a 130 bpm.

Se non fossi un direttore artistico cosa ti piacerebbe fare nella vita?
Guidare barche a vela oppure fare il regista

Sei fidanzato?
Sto trovando un buon balance.

Vi siete conosciuti a una festa?
Alle feste conosci sempre le persone sbagliate.

Ti hanno mai stalkerizzato?
Si ma è stato sempre divertente.

C. Mayfield musicista afro-americano che saluta Denis
C. Mayfield musicista afro-americano che saluta Denis
Qual è la cosa più matta che hai fatto nella tua vita?
Prendere troppo sul serio l’anniversario di Albert Hoffman con la celebrazione dei francobolli “biciclette” doppia goccia!

Chi è il tuo eroe e perché?
Ci penso spesso, forse Curtis Mayfield, a mio avviso tra i più grandi e puri esponenenti di un movimento culturale che nella musica ha trovato uno dei pochi linguaggi possibili con cui parlare alla gente e ricordare che ancora dopo 2000 anni il problema resta sempre il solito: l’intolleranza.