Blind Pig

ZERO hier: beve cocktail e mangia pizza. A occhi aperti.

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Blind Pig Via La Spezia , 72
Roma

Zeitplan

  • lunedi 18:30–02
  • martedi 18:30–02
  • mercoledi 18:30–02
  • giovedi 18:30–02
  • venerdi 18:30–02
  • sabato 18:30–02
  • domenica 18:30–02

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Geschrieben von Nicola Gerundino il 5 Februar 2018
Aggiornato il 7 Februar 2018

Parlare oggi di birra artigianale abbinata a una gastronomia da pub reinterpretata secondo criteri di qualità sembra quasi banale. Dieci anni fa, invece, non lo era per niente, tant’è che un locale che rispondeva proprio al nome di Bling Pig e se la cavava ottimamente sia al bancone che in cucina, ebbe vita breve. Si trovava nei pressi dell’Alberone, non lontano da quella che possiamo considerare la sua reincarnazione, resa possibile grazie all’intercessione di Marco Pucciotti, demiurgo del bere e mangiare di qualità nel quadrante Appio-Tuscolano. Qualora siate stati frequentatori del vecchio Blind Pig non aspettatevi una riproduzione in sacala 1:1: l’offerta, i tempi e i gusti capitolini sono cambiati ed è giusto rinnovarsi. Si entra da un portone, ma, nonostante il nome da speakeasy di inizio Novecento, tutto il locale è visibile da strada grazie a delle ampie vetrate. Sala unica con soffitto grigio e pareti con mattonelle nero-verdi – evitate quindi di andarci con una maglietta del Sassuolo, altrimenti vi mimetizzate e neanche il patron Squinzi sarebbe in grado di ritrovarvi – tavoli, poltrone in fondo e un bel bancone lungo dove accomodarsi sia per bere che per mangiare. Le birre artigianali ci sono, ma si punta molto sui cocktail con alcune signature della casa davvero interessanti: More Milano Than Torino (bitter, vermouth, marmellata di mele cotogne, rakomelo, liquore alle more), New York Thyme (bourbon, limone, sciroppo di timo, homemade di susine e mirto), El Picnic (tequila, lime, zucchero, marmellata di mele cotogne, bitter creole), John Jameson Il Greco (whisky, limone, liquore ai fichi, ouzo, bitter al sedano, miele e feta) e così via (i cocktail vanno da € 12 a € 8). Da segnalare anche i distillati, in particolare i whisky, con un giusto equilibrio tra riconoscibilità, qualità e prezzo (ergo, niente bottiglie mostruose a prezzi impossibili). Per tappare i buchi nello stomaco ci sono le focacce: base bianca divisa in otto spicchi su cui vengono poggiati condimenti assurdi: porchetta, arance, olive, finocchio; lingua di manzo in salsa verde; crudo di tonno e cipolla in agrodolce; tartare di manzo, maionese ai ricci di mare, misticanza. Buono anche il crostino culo e camicia e i dolci, tra tutti il whiskymisù. Nel complesso, un sì rotondo.