L’Osteria di Birra del Borgo

ZERO here: gode del binomio perfetto pizza (di Bonci)-birra.

Contacts

L’Osteria di Birra del Borgo Via Silla, 26/a
Roma

Time

  • lunedi 12–02
  • martedi 12–02
  • mercoledi 12–02
  • giovedi 12–02
  • venerdi 12–02
  • sabato 12–02
  • domenica 12–02

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Prices

Chissà se la joint venture diventerà il modello preponderante dell’intrattenimento gastronomico, romano prima e nazionale poi. Se una firma garantisce qualità e numeri, perché non rilanciare mettendone due, tre o anche più di fila? L’Osteria di Birra del Borgo nasce da un’unione di questo tipo, contando su tre pesi massimi capitolini. Il primo – nonché socio di maggioranza – è la Birra del Borgo di Leonardo di Vincenzo, che qui ci mette spine, fusti e spillature a pompa. La carta delle birre è divisa tra quelle della casa (dalle arcinote Duchessa e ReAle passando per Saracena, Vecchia Tripel, Rubus, Ducale, L.I.S.A.) e altri birrifici ospiti in rotazione (da Troll a Opperbacco, da Birrificio del Ducato a Mukkeller, passando per Evil Twin e Brewski, tutte le birre a 5 €). I cocktail sono a firma Jerry Thomas (€ tra 9 e 12) e ognuno dei drink in carta ha un top di birra – ad esempio il Por La Calle, con estratto di cetriolo, estratto di ananas, sciroppo d’agave, lime, foglie di coriandolo, mezcal e top di birra Saracena). Il cibo ce lo mette in larga parte Gabriele Bonci, al quale è stata affidata un’ampia parte della carta, riempita da Tranci e Trrranch con condimenti uno migliore dell’altro, come crudo e burrata o cotto e carciofo (si oscilla tra € 8 e 10, con il pezzo che viene suddiviso in quattro parti e se non sfama come una cena poco ci manca). Interessante il percorso degustativo di tranci ripieni realizzati secondo l’estro dello chef (€ 25). Infine, c’è tutta una parte di ristorazione d’ispirazione osteria, con taglieri di salumi, carciofo alla giudia, tonni di carne bianca, primi caserecci e secondi di carne (sempre con grande attenzione agli ingredienti). Più che per bevute quotidiane, da battere senza esitare quando si vuole far godere il palato.