Comincia a prendere forma quel Parco delle Culture promesso da Boeri il giorno del suo insediamento in Triennale in strettissima sinergia con l’assessore alla cultura Del Corno: ancora più immateriale che fatto concreto, più rete che itinerario, il progetto è una macroconnessione tra le istituzioni culturali che gravitano intorno al parco Sempione, una nuova attenzione alle opere artistiche disseminate al suo interno e fino a ora scarsamente percepite (come l’Accumulazione musicale e seduta di Arman, o il Teatro Continuo di Burri), alle architetture pregiate che lo circondano, alle varie fasi della sua storia, strettamente intrecciate a quelle delle Triennali.

Ma è anche una narrazione, naturalmente, uno storytelling nuovo che cerca di fare emergere un concetto diverso di parco: più pubblico, luogo di un tempo libero “liberato”, non esclusivamente dedito al consumo e al commercio ma anche alla cultura, appunto. E a questa idea hanno per ora aderito, oltre a Triennale e Comune, anche il Castello Sforzesco, il Piccolo Teatro Strehler, l’Acquario Civico, la Biblioteca del Parco, la Torre Branca, il Museo di Storia Naturale, i Pomeriggi Musicali, e in futuro potrebbero essere coinvolte, allargando il campo, la Fondazione Feltrinelli, Palazzo Litta, Brera, e magari la Fondazione Castiglioni, chissà.