Segreti

Mangiare e bere al Quadraro

Scegliere con serenità tra dim sum e arrosticini non è mai stato così facile

quartiere Quadraro

Scritto da Roberto Contini il 4 marzo 2021

Forse un po’ oscurate da zone adiacenti più rinomate – o quantomeno con più hype – le proposte del Quadraro per mettere le gambe sotto al tavolo hanno sempre quel sapore “massonico” di segreti ben nascosti, che quasi quasi gli abitanti del quartiere vorrebbero tenere per sé per non dover condividere cibo e drink coi forestieri. Avendo storicamente a che fare con una clientela locale, da queste parti l’idea non è stata quella di riempire ogni angolo di ristoranti e birrerie, quanto quella di coltivare pochi locali, variegati e soprattutto di qualità. Le prime bandierine le hanno piazzate lo storico Loffredo, una delle poche pizzerie veramente napoletane di Roma, meritevole anche del podio cittadino, il Barley Wine di Marco Pucciotti, che rimane un salotto con birre e whisky con pochi uguali, e il Grandma, riuscito ad unire una cucina attenta alla qualità e provenienza degli ingredienti con un ottimo cocktail bar per il post cena. Gradualmente il contesto si arricchito di piacevoli innovazioni, come la vineria Moggio, che riempie via dei Quintili dei sapori dell’agro pontino, o l’Osteria der Tempo Perso, che invece guadagna punti con la sua cucina casareccia, mentre per le serate estive nulla batte il Sottosopra e il suo vasto piazzale ai piedi del Boomerang di Largo Spartaco. Per chi invece è alla ricerca di un’atmosfera più intima, Malti&Mosti è pronto a stupire sia nel piatto che nel bicchiere. Al Quadraro convivono poi offerte ricercate come la Carnezzeria di Kilo, coi suoi crudi e hamburger di chianina, e pub come il Nottingham, resistente dai 90 e dove si continua andare per ritrovare alcune certezze adolescenziali; la cucina popolare del CSOA Spartaco e la tartare di ricciola della Pescheria dei Consoli. Da registrare il graditissimo boom della cucina cinese fatta a modo: quasi senza accorgercene, abbiamo imparato a riconoscere la piccantezza del Sechuan come a scegliere lo stile da chioschetto taiwanese (Zio Lupo) o i dim sum elaborati di Mu.Mu (alle prelibatezze cinesi del Quadraro abbiamo dedicato una guida a parte che trovate qui, ndr). Ormai il palato tratta le regioni cinesi come se fossero Umbria e Abruzzo, per le quali ci sono comunque degli approdi sicuri: Torta al Testo e Arrosticini Pane & Vino. Perché tutto il mondo è quartiere, ma a tavola ancora di più.

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#divertirsiègiusto

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