Adriatico Mar

Zero qui: ovetti e prosecco top!

Bar

Contatti

Adriatico Mar Calle Crosera (San Polo), 3771
Venezia

Orari

  • lunedi 10–22
  • martedi 10–22
  • mercoledi 10–22
  • giovedi 10–22
  • venerdi 10–22
  • sabato 10–22
  • domenica 10–22

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l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Diana Marrone il 17 marzo 2019
Aggiornato il 21 marzo 2019

Adriatico Mar non è un bacaro qualsiasi, è una malvasia. Pensato fino al midollo dal proprietario, Francesco Molinari (venezianissimo, è un architetto e si vede), è un luogo che vuole riproporre in chiave contemporanea il ruolo della malvasia della Serenissima di un tempo (non un’osteria, non un bar ma un crocevia contemporaneo di sapori e di mescite dove trovare quel che le ‘colonie’ veneziane avevano di più buono).
Estendendo il concetto di malvasia alla sostenibilità, l’Adriatico Mar raduna poche e studiatissime etichette italiane e non che non troverete mai altrove (anche vini naturali) che hanno la caratteristica di essere piccolissime produzioni spesso sotto le 5000 bottiglie. Non dimenticate di chiedere di un liquore greco di cui Francesco è gelosissimo…tuttavia attenzione: sappiate che se lo provate, non potrete più smettere. La vetrina di cicchetti offre una rivisitazione del concept veneziano declinato con sapori di volta in volta intercettati presso produttori agricoli e allevatori che del pari vogliono lasciare il pianeta intatto dopo di loro.

I salumi ed i formaggi che compongono i taglieri sono deliziosi e oltre a non mancare l’ovo sodo (guarnito in modi creativi) non manca neanche una ottima birra alla spina. Una sola ma double-face, si chiama Birrona, è di un birrificio artigianale di Thiene e viene servita in versione invernale od estiva a seconda delle stagioni.
Due sono gli altri inestimabili pregi di questa malvasia, oltre all’affabilità del proprietario e del suo collega di bottega sempre pronti a consigliare un vino o a raccontare di un nuovo produttore sulla lista. Uno, gli orari: sempre quelli dalle 10 alle 22 (tranne il lunedì è un ottimo indirizzo anche per un pranzo: oltre a cicchetti, panini e taglieri spesso si servono piatti tipici come il musetto, le castraure, la castradina che è la zuppa di montone tipica della Madonna della Salute). Due, il dehor unico nel suo genere (essendo una malvasia, la cosa non fa una piega): un pontile da barca dove poter arrivare con la propria, ligarse a lai a quella, in legno, di Francesco (rispettosamente camminando sulle ordinate senza scarpe per andarsi a prendere da bere) e poi godere dell’aperitivo in barca. Oppure, se non avete una barca, seduti a gambe penzoloni nelle sere d’estate sul pontile a rimembrar le stelle.