La prima galleria che ha riaperto a Milano è Vistamarestudio

Con la mostra di Anna Franceschini, dal 18 maggio

Scritto da La redazione il 19 maggio 2020

I parchi sono un rave da giorni, le file ai negozi e supermercati sono più lunghe dei bei tempi andati sovietici, la movida di piazza Archinto è ufficialmente ripartita nei pochi metri quadri lasciati liberi dal cantiere. I luoghi dell’arte sono ripartiti con più cautela, forse anche perché erano ancora immersi nella progettazione di format in streaming e mostre online e sono stati presi in contropiede dall’improvviso sblocco.

Comunque la prima in assoluto ad aprire gli spazi al pubblico il 18 è Vistamarestudio, con una bella mostra di Anna Franceschini, dal lunedì al sabato, 10-18. Un orario sufficientemente ampio da lasciare supporre che i visitatori potranno godersi la mostra in libertà senza timore di beccarsi il COVID, al massimo faranno qualche minuto di attesa in cortile se proprio dovessero coincidere con qualcun altro.

Aprono però nel frattempo, anche se su appuntamento, Dimora Artica con Nicola Gobbetto, Cabinet/Studiolo con Cecilia Granata, Massimo De Carlo con Tomoo Gokita, Raffaella Cortese con Yael Bartana, Clima Gallery con Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Renata Fabbri con Giovanni Kroneberg, Building con Sophie Ko, Valerie Krause e Marco Andrea Magni, Fumagalli con Stefano Scheda, e poi Ribot Gallery, The Flat, Poggiali, Twenty14 Contemporary.

Futurdome ha avviato una residenza (Summer In, dal 18 maggio al 31 luglio) con Domenico Antonio Mancini, Sarah Hell, Fabrizio Perghem e Sarah Ravelli, visitabile su appuntamento. Infine (per ora) riapre alla Gamec di Bergamo la mostra di Antonio Rovaldi e dal 23 maggio riapre anche Pirelli HangarBicocca (i sabati e le domeniche dalle 10.30 alle 20.30), che prolunga la mostra di Trisha Baga fino a gennaio 2021, mentre Cerith Wyn Evans chiuderà il 26 luglio.

Sul fronte degli eventi, è di oggi la notizia che la Biennale di Architettura di Venezia è rimandata al 2021 (facendo slittare quella di arte all’anno dopo), mentre la città di Parma, che aveva assaporato la soddisfazione di essere capitale della cultura solo per un paio di mesi, ha ottenuto il titolo anche per l’anno prossimo.