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A Testaccio c’è Via Vai

Marta, Crina, Gaia e Rossella ci hanno presentato la loro nuova associazione culturale che aprirà (anche al pubblico) il prossimo 27 novembre

Scritto da Nicola Gerundino il 22 novembre 2022

Luogo di residenza

Roma

I metri quadri non sono tanti, ma le idee e la voglia di fare sì. Via Vai, associazione culturale che nascerà il prossimo 27 novembre a Testacccio – proprio di fianco la mitica fraschetta di Sandro – promette di portare un po’ di novità in un quartiere che è sempre piacevole da vivere e abitare, ma che vive la quotidianità adagiato tra la comodità dell’ abitudine e una ritualità silenziosa, quasi fosse costantemente ammantato dalla nebbia. L’evento di inaugurazione sarà una processione laica, che partirà dalla piazza dove si trova la chiesa di Santa Maria Liberatrice per arrivare alla sede dell’associazione dove, oltre a Marta, Crina, Gaia e Rossella, ci saranno anche i suoni elettronici di JOMOON e Stella Rochetich. Benvenute!

 

Via Vai ha nel suo DNA inclusività e ricerca dello scambio: comunicare con gli spazi che abitiamo ci viene naturale.

 

Iniziamo dalle presentazioni, chi siete e cosa fate nella vita?

Siamo un gruppo di quattro ragazze, Marta, Crina, Gaia e Rossella. Marta, la “vecchia saggia” del gruppo e Presidente dell’associazione, nella vita fin qui ha fatto tante cose diverse: al momento si occupa principalmente di gestire e organizzare l’associazione, attacca bottone con tutti portando dentro tante collaborazioni e si occupa dei workshop di oreficeria, di maglia e uncinetto. Crina studia grafica d’arte all’Accademia di Belle Arti: è la Segretaria/Tesoriera del gruppo, ringhia a chiunque si avvicini alla cassa dell’associazione e redarguisce le altre ragazze quando partono le spese pazze. Gaia è la Social Media Manager: ha studiato medicina e continua a studiare ortopedia come piano B della vita. Il piano A è invece quello di smanettare con i programmi di grafica e con le immagini in generale, creando spesso buffi e irriverenti post per il gruppo. Si occupa poi anche dei workshop di collage, che da noi si chiamano “Cut ‘n Paste”. Rossella è la nostra Vicepresidente: è uscita dall’Accademia di Belle Arti con una laurea in pittura e poi una specialistica in scenografia e composizione per il teatro. È un’artista poliedrica, noi diciamo che “sa fa’ tutto”: tattoo, ricamo, pittura, scultura, performance, per non parlare di twerking e danza del ventre! È quella con gli accessori pelosi e con gli outfit più eclettici e colorati. Per Via Vai si occupa dei workshop di disegno e ricamo.

Come e quando i vostri percorsi si sono incrociati?

È stato un via vai di incontri casuali, infatti il nome che abbiamo scelto ci rappresenta in tutto e praticamente da sempre. Marta e Crina si sono incontrate una sera casualmente sui gradini di Piazza Trilussa a Trastevere, nel 2018. Al tempo Marta faceva un workshop di maglia e uncinetto e Crina sembrava interessata alla cosa. Poi per varie ragioni non si sono invece riuscite a rivedere per un anno intero. La prima volta che si sono risentite hanno stretto un’amicizia così intensa che non si è mai più sciolta e si sono messe alla ricerca di uno studio da condividere. Nel frattempo Marta aveva conosciuto anche Rossella, sempre casualmente. Amica di un’amica in una serata al museo: hanno parlato per tutta la sera. La corrispondenza è continuata via mail nel periodo in cui Rossella è stata in Erasmus a Barcellona e non appena è rientrata ha condiviso con Marta e Crina il primo spazio che abbiamo abitato insieme: Esthia, a Trastevere. Sempre Marta, l’attaccabottone seriale, una notte in metropolitana ha scambiato due chiacchiere con Gaia perché indossava un paio di zoccoli stupendi. Marta quella notte era a piedi sulla Laurentina e Gaia le ha offerto uno strappo. Varie condizioni hanno fatto sì che Marta e Gaia si perdessero di vista per lunghi periodi, rincontrandosi casualmente altre due/tre volte in giro per la città. Anche in questo caso c’è stato poi un ricongiungimento all’interno dello spazio di Trastevere, che è sicuramente stato per noi un luogo catalizzatore di intenti e identità.

Cosa facevate da Esthia e perché avete deciso di trasferirvi altrove?

Abbiamo organizzato workshop, mostre, aperitivi con dj set, incontri di vario genere, presentazioni di libri e riviste. E tante feste! A un certo punto quella di trasferirsi é diventata una scelta obbligata, ma anche una spinta a ripartire da zero, divorziando da un’identità che ci era piaciuta, ma che non era del tutto nostra. Avere uno spazio nuovo ci permetterà di pensare al nostro progetto in maniera indipendente.

Quando e perché avete deciso di dare vita a un'associazione culturale? Oltretutto senza neanche appoggiarvi ai circuiti tradizionali.

A luglio di quest’anno abbiamo deciso di fondare una nostra associazione culturale per dare una forma concreta a quell’insieme di attività che già svolgevamo da un anno. Ci è sembrato il modo migliore per darci struttura e identità come gruppo e anche per prendere con più serietà e impegno un progetto comune, che altrimenti sarebbe rimasto troppo vago e informe. Essendo poi tutte alle prime armi in questa avventura, abbiamo deciso di rodarci senza bandiere: indipendenti anche in questo, almeno per il momento.

Ci raccontate la storia degli spazi di Via Vai? Prima che attività c'era?

Il nostro piccolo spazio in via Galileo Ferraris 15, a Testaccio, prima di noi ospitava Oscar e la sua frequentatissima barberia, di cui abbiamo ereditato l’amabile clientela che torna ogni tanto per una chiacchiera.

Sappiamo che della barberia avete anche mantenuto qualcosa sui muri.

Sì, non volevamo sdradicare del tutto da questo spazio la sua anima precedente: è una caratteristica – o un feticismo – che ci contraddistingue. La scelta, unanime, è ricaduta sulle varie Marilyn che ammiccano nell’ex bagno per soli uomini!

Cosa succederà da Via Vai?

Siamo tutte e quattro abbastanza situazioniste, per cu gli spazi e le attività prenderanno forma di volta in volta, in base a quello che decideremo di organizzare e in base all’intervento degli altri artisti e artiste con cui collaboreremo.

Testaccio è quartiere frequentato, ma non più vivo come una volta, né, in ogni caso, ricco di attività e associazioni culturali come la vostra. Che idea vi siete fatte della zona in queste prime settimane di lavoro?

Non abbiamo neanche fatto in tempo a presentarci al quartiere che il quartiere si è presentato alla nostra porta. A cominciare da Giorgio e Franco, gli artisti della porta accanto che ogni giorno bussano a domandare se serva qualcosa e a incalzarci sui lavori. Poi come non parlare di Sandro e della cricca testaccina che bivacca nella sua fraschetta? C’è Ciro, altro “giovanotto” di quartiere, e Marco, l’affaciatore seriale detto “l’antifurto”. Ci siamo sentite subito accolte dal quartiere e questo ha scacciato i primi timori. I veri giovani non mancano però. Anzi, siamo nella via dello IED, alle spalle del mercato rionale, del Mattatoio e della Città dell’Altra Economia, in una fetta del Municipio I in cui resiste la popolazione autoctona, ma in cui molti approdano per trovare quel giusto mix fra tranquillità e vivacità.

Avvierete attività che coinvolgeranno il quartiere e i suoi abitanti?

Assolutamente sì. Via Vai ha nel suo DNA inclusività e ricerca dello scambio: comunicare con gli spazi che abitiamo ci viene naturale. Spoiler? Va bene, non mancheranno passeggiate fotografiche nel quartiere, pranzi sociali nelle fraschette di zona e, in generale, la nostra porta sarà sempre aperta.

A proposito di coinvolgimento, sappiamo che per l'inaugurazione non aprirete semplicemente le porte: volete anticiparci qualcosa e dare un appuntamento?

Certo che sì! Per aprire in grande abbiamo pensato di coinvolgere il vicinato in una “processione” che partirà domenica 27 novembre alle 18:00 da piazza Santa Maria Liberatrice. E poi dritti a Via Vai a ballare sul live electro-glitch di JOMOON, una producer elettronica con base a Roma. Le sue atmosfere malinconiche, i suoni graffianti e i ritmi incalzanti ci porteranno dritti dritti da Testaccio alla luna! A seguire ci sarà il dj set di Stella Rochetich, artista del gruppo Porto Simpatica, nonché amica speciale e parte del gruppo dagli albori.

Dopo un anno di Via Vai sarete contente se?

Se avremo coperto tutti i buffi! Scherziamo. Ci piacerebbe trovarci ancora qui, magari a raccontarvi delle nostre attività e dei progetti futuri. E poi, ovviamente, saremo contente se Via Vai sarà diventato un punto di riferimento per il via vai culturale della città.