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Urban Talks w/ Narciso e Nuno Beats (RS Produções)

Una rubrica per conversare con artisti da tutto il mondo, espandendo il nostro sguardo urbano. In questa terza puntata si parla di Lisbona, Portogallo

Scritto da Giulio Pecci il 21 febbraio 2023
Aggiornato il 16 febbraio 2023

Narciso e Nuno Beats emanano un’aura positiva. Non saprei come altro dirlo se non in questo modo, accettando di sembrare una reliquia hippy degli anni Sessanta. Parlarci è un’esperienza appagante, anche se le parole sono poche e concise, scambiate in un “broken english” spesso sostituito direttamente da espressioni portoghesi – che si fa fatica a tradurre, ma che hanno un suono meraviglioso. Il timbro della loro voce è rilassato, maturo e morbido; i loro visi invece tradiscono l’età: hanno tratti fanciulleschi e, allo stesso tempo, un che di profondo e stranamente complesso.

I due, poco più che ventenni, sono le menti principali dietro al nome RS Produções: un collettivo portoghese di base a Lisbona che sta facendo parlare di sé grazie a due splendidi album: “Bagdad Style” e “Sa​ú​de Em 1º Lugar”. Dischi usciti per l’instancabile Príncipe, etichetta che ha lanciato anche Dj Nigga Fox, Nídia, Dj Danifox: insomma, tutto quel sottobosco di elettronica lusitana che da qualche anno fa parlare un gran bene di sé. La musica firmata RS Produções ha la stessa energia introversa e irresistibile dei suoi due rappresentanti. Un mix di clubbing contemporaneo dai suoni claustrofobici ed echi di musica africana dalle qualità opposte, proveniente dalle ex colonie portoghesi. In una parola: batida.

Abbiamo approfittato del passaggio romano di Narciso e Nuno Beats (invitati da La Diferencia al 30Formiche) per scambiarci due chiacchere e farci raccontare la loro città e il loro quartiere. Ecco a voi allora il terzo appuntamento con Urban Talks: una finestra che ZERO apre sul mondo, racchiudendo sguardi e riflessioni su città e territori. Conversazioni con musicisti, dj, performer e artisti – quelli bravi veramente, che non manchiamo mai di segnalarvi quando passano dalle nostre parti – per riflettere insieme su passato, presente e futuro delle nostre metropoli, sul concetto stesso di città e su come la dimensione urbana finisca per legarsi indissolubilmente ai diversi percorsi disciplinari.

 

Parto dalla base: dove siete nati e dove vivete?

Narciso: Siamo nati e viviamo in Portogallo, a Lisbona, anche se i nostri genitori sono dell’Angola. Viviamo in una periferia che è come una piccola città nella città.

Come si chiama il vostro quartiere e come lo descrivereste?

N: Veniamo da Rinchoa [nda da lì il nome del collettivo: RS sta per Rinchoa Stress], che è una sorta di Piccola Africa, un mix di culture.

Nuno Beats: C’è chi viene dall’Angola, chi da Capoverde, insomma, da tutti Paesi che parlano portoghese e che in passato son stati colonizzati dal Portogallo.

È interessante, perché qui in Italia abbiamo un passato coloniale, ma non così presente ed evidente. La divisione trai quartieri è per lo più determinata dalle possibilità economiche di chi ci abita.

N: Sì, è così anche per noi. Rinchoa infatti è molto lontana dal centro. I nostri genitori, così come i nostri amici, non possono permettersi di vivere in zone centrali più costose.

Posso quindi immaginare che in un posto del genere ci sia un forte senso di comunità.

N/NB: Sì, assolutamente!

NB: Siamo sicuramente più uniti rispetto ad altri. Nel quartiere abbiamo tutti gli stessi problemi: ll lavoro, la scuola, i soldi. La vita non diventa impossibile solo perché siamo insieme: l’uno ha l’altro e ci supportiamo a vicenda. Così diventa tutto un po’ più facile.

N: In una “brutta” zona poi sei anche più incline a portare della positività. Facciamo musica per evitare di finire in situazioni brutte.

NB: Ci sono tante forze che si muovono e vogliono portarti a fare cose negative. Noi prendiamo quella roba e la trasformiamo in qualcosa di bello: la musica.

Qual è quindi il rapporto tra il vostro quartiere e il resto della città?

NB: Entrare nel nostro quartiere è come entrare in un paese diverso. Puoi veramente sentire la differenza rispetto al centro, se sei lì ti rendi veramente conto di quanto quella zona sia enfatizzata e ci si scordi di tutto il resto.

Parlando di musica invece, cosa si ascolta in giro per Lisbona?

NB: Normalmente musica pop commerciale, ma Lisbona è una città che si sta evolvendo tanto negli ultimi anni. Ora è più facile ascoltare musica nuova. Si stanno finalmente scordando dei dinosauri del Paese e artisti come noi stanno iniziando a trovare più spazio. Insomma, c’è della musica che sta uscendo dall’underground per arrivare al mainstream.

Volevo proprio chiedervi se c’è una divisione netta tra scena musicale underground e mainstream o se tra le due esiste un rapporto di qualche tipo.

NB: No, c’è ancora una linea veramente molto marcata, ma, come ti dicevo, stiamo emergendo.

N: L’underground è per le persone come noi. Non abbiamo limiti nel produrre musica: è innovazione. Non ci sono mode, ognuno fa una cosa diversa. Per farti un esempio, se a Lisbona si fanno due feste in una suonano i dj che escono dal mainstream, in un’altra quelli underground. Non c’è mai mescolanza.

NB: Penso che molte persone non seguano l’underground perché sanno che dietro c’è una storia specifica. Quando io o Narciso facciamo musica, stiamo anche trasmettendo un messaggio: vi facciamo capire “in modo pratico” da dove esce fuori: da quali luoghi, da quali condizioni e da quali storie.

Insomma, non volete solo fare ascoltare della buona musica, ma anche raccontare la vostra storia. Che non è una storia per forza facile da ascoltare, anzi.

NB: Sì, esatto. Per noi beatmaker è ancora più difficile poi, perché non sempre mettiamo liriche nei nostri brani, mentre nel rap ci artisti che possono parlare in modo più esplicito e magari raccontare la storia di un poliziotto che ammazza di botte un ragazzo perché la notte rideva un po’ rumorosamente per strada. La musica è una forma di comunicazione.

Parlando di storia: come avete iniziato a produrre?

N: Abbiamo sempre ascoltato musica grazie ai nostri genitori, principalmente musica africana come kuduro, samba e tanto altro. Nel 2016 circa abbiamo pensato che avremmo potuto mescolare la musica con cui siamo cresciuti con quella più contemporanea che ascoltavamo per strada. Nel quartiere ci hanno sempre supportato, dagli inizi a oggi.

RS Produções è un collettivo: siete tutti amici d’infanzia, siete cresciuti insieme? Suonavate anche strumenti acustici??

N: Sì, fin da piccoli. Forcox suonava un po’ la chitarra, io un po’ di piano e chitarra. Abbiamo tutti il desiderio di suonare degli strumenti, solo che lo facciamo con i computer.

È più economicamente sostenibile immagino...

N/NB: Sì, esatto [ nda ridono]

Mi raccontate un po’ come si fa festa a Rinchoa? In casa, per strada, in un club?

N: Oggi è molto difficile organizzare feste, in passato invece c’erano di continuo. Soprattutto per strada o in famiglia. Ora per colpa della polizia si organizzano per lo più house party o serate in piccoli club.

NB: L’unico posto grande si chiama Music Box, ci andiamo spesso. È nel centro di Lisbona.

 

Volevo proprio chiedervi il nome di qualche locale di Lisbona dove andare a sentire roba bella.

N: Music Box, LuxFrágil, Damas.

NB: Ci sono anche altri locali che suonano roba simile alla nostra, alle nostre batide, ma mescolata con musica molto più commerciale.

Dalla chiaccherata che abbiamo fatto fin qui si capisce ancora di più quanto la vostra musica sia completamente legata al territorio. Ora che iniziate a suonare in giro per il mondo, vi chiedete mai se venga capita anche altrove?

NB: È un tema difficile. Penso che alla fine quello che conti per le persone sia un sentire in modo totale, non solo con le orecchie. Per cui non è molto importante se si capisca esplicitamente la relazione tra territorio e musica.

N: Sì, penso anche sia così. Puoi ascoltare la nostra musica pensando alla tua famiglia, ai tuoi amici, al mare, a tutto e chiunque. Si riduce tutto al feeling.

Príncipe, la vostra etichetta, negli ultimi anni ha svolto un gran lavoro nel far conoscere questa scena globalmente. Quando avete iniziato a collaborare?

N: La nostra musica è Príncipe e Príncipe è la nostra musica. Hanno iniziato a seguire Narciso su Soundcloud, contattandolo lì. Eravamo già un gruppo e da lui poi hanno conosciuto tutti noi. Di base Príncipe è il ponte tra il nostro quartiere e il mondo.