Eggs

ZERO here: mangia uova in ogni modo concepito da mente umana.

Contacts

Eggs Via Natale del Grande , 52
Roma

Time

  • lunedi 12–16 , 19–23
  • martedi 12–16 , 19–23
  • mercoledi 12–16 , 19–23
  • giovedi 12–16 , 19–23
  • venerdi 12–16 , 19–23
  • sabato 12–16 , 19–23
  • domenica 12–16 , 19–23

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Prices

Written by Nicola Gerundino il 6 April 2017
Aggiornato il 11 July 2018

Sembra facile, ma pensare a un’ingrediente che attraversi tutte le sezioni del menu – dall’antipasto al dolce – e tutti i pasti della giornata – dalla colazione alla cena – non è così semplice e immediato. La soluzione sa di cruciverba: “Lo era quello di Colombo”. L’uovo, che è alla base di un sacco di ricette ed è l’ingrediente di uno dei piatti fondamentali della tradizione romana: la carbonara, che è anche una delle colonne portanti di Eggs. Andiamo con ordine, però. Eggs nasce dal sodalizio tra il sito dedicato al cibo e alla ristorazione Puntarellarossa e Zum, mecca, sempre capitolina, del tiramisù (uovo anche qua e di conseguenza seconda colonna portante del menu). Dopo un periodo di “formazione” nei locali di vicolo del cedro a Trastevere (dove è passato anche Pianostrada), ora i fornelli si sono spostati in Via Natale del Grande, sempre a trastevere sono quelli di Via Natale del Grande, 52 a Trastevere. Colazione: uovo cucinato in maniera continentale, quindi salato (strapazzato, coque, sodo, oppure occhio di bue), o dolce, sbattuto con il caffè. Pranzo e cena: per il primo inevitabile la carbonara, dalla classica (con guanciale di Campofelice) a quella del mese, passando per la varianti con lo zafferano, i fiori di zucca, i carciofi, il tartufo, le patate: otto in tutto le versioni. Poi ci sono le tartare di pesce (con bottarga, uova anche quelle) e di manzo (qui l’uovo di quaglia ci sta bene) e tanti piatti in cui l’uovo è protagonista assoluto: all’occhio di bue su pane integrale e con misticanza di campo; strapazzato con lime e bottarga o con tartufo e caciocavallo di Scanno; sotto forma di omelette; cucinato a 64 gradi, quindi con una consistenza particolarissima, magari affogato nel pomodoro; o ancora l’Uovo Carbonaro, che alla base ha una fonduta di pecorino. Il tiramisù per chiudere, come detto, è quello di Zum. Le birre artigianali e il vino ci sono. Rimane la scelta, ormai quasi marchio di fabbrica, di servire il tutto non in piatti ma in altri contenitori – ad esempio, la carbonara in un barattolo di vetro da conserva con il dramma macchia sul polsino al momento della scarpetta. Compensano: la qualità della materia prima (Parisi e Peppovo i fornitori) e l’abilità a i fornelli, da testare a fondo con il percorso degustativo in sei passaggi del “Gioco dell’Ova”.