Scritto da EZT il 25 giugno 2019
Aggiornato il 15 luglio 2019

Milano Coast to Coast è il racconto di come viviamo la città con uno spirito on the road. Insieme a Quba Sbagliato vi portiamo in giro per la città con un coast to coast urbano che geograficamente la taglia in quattro itinerari diversi. Immaginate Milano attraversata da quattro diagonali che vi portano da un capo al suo estremo, alla scoperta di luoghi che vi faranno conoscere una città diversa, più vicina alla gente, alla portata di tutti e molto street.

Dopo aver attraversato la città da Nolo a Lorenteggio, questa volta vi portiamo da nord a sud. Si parte al confine tra Bovisa e Dergano, vicino alla nuova sede del Politecnico – un’area di Milano molto residenziale -, e si arriva al Gratosoglio, anch’esso un quartiere residenziale, ma connotato visivamente per le famose 8 “Torri Bianche” di 16 piani, alte 56 metri e progettate dallo studio di architettura BBPR, lo stesso che realizzò la Torre Velasca.

Non c’è modo migliore per scoprire una città se non mettendosi in cammino. In questi percorsi vi portiamo a scoprire infatti una Milano meno mainstream, più vera, nascosta, da esplorare con sguardo attento e spirito rilassato. Itinerari e percorsi di quartiere, dove street life e autenticità sono ancora intatti.

Via Enrico Annibale Butti, 18

Rob de Matt – È un giardino, con anche un orto, un ristorante, una birreria e un cocktail bar. Tutto in poco spazio, ma è quello che a Dergano, zona principalmente residenziale, ci voleva. Aperto da ormai due anni lo spirito del Rob de Matt non è solo richiamare golosi e bevitori ma l’intento, nobile, con cui è nato questo spazio è principalmente quello dell’inclusione sociale. Infatti lo spazio sostiene l’inclusione lavorativa di persone svantaggiate con disagio psichico o sociale attraverso corsi di formazione professionale il cui fine ultimo è l’inserimento nell’organico del ristorante. Non mancano poi eventi vari dal poetry slam, alle lecture, passando per mostre, dj set e laboratori di quartiere.

Via G. Ferrari, 18

Torre Arcobaleno – In pochissimi sono a conoscenza di che cosa sia questa torre colorata della stazione Garibaldi: in molti però se lo sono chiesti. Si tratta semplicemente di un serbatoio idrico di cemento armato, che per i mondiali di Italia ‘90 visse una prima riqualificazione, trasformandosi in un patchwork di piastrelle colorate. Divenne così un elemento puntuale subito riconoscibile della città, che per Expo 2015 visse una seconda vita grazie a un nuovo intervento di restauro. Vennero infatti ripulite tutte le migliaia di piastrelle colorate di ceramica (di 10x10cm, un modulo che permette di evidenziare la forma cilindrica e concava) di 14 colori diversi. Così un elemento funzionale d’altri tempi è diventato un’opera di urban design.

Viale Gorizia

Edicola Radetzky – Milano è costellata in tantissimi angoli di queste piccole strutture verdi in ferro e vetro che solitamente sono chioschetti o edicole, spesso abbandonate. Questa però è l’unica che è diventata, grazie a un bando pubblico, uno spazio d’arte contemporanea la cui curatela oggi è nelle mani di Stefano Serusi e Fiorella Fontana, le cui scelte sono orientate soprattutto sull’installazione, la scultura e la performance, opere che data la trasparenza dell’Edicola si possano vedere da tutti i lati. È uno dei pochi spazi d’arte di questa zona ricca di bar e ristoranti, che cerca di salvarci dai pittori delle botteghe dei Navigli.

Via Neerea, 24

Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa – Non una chiesa qualsiasi ma quella con un’opera d’arte contemporanea realizzata grazie alla Fondazione Prada e realizzata dall’artista americano Dan Flavin, invitato dal Reverendo Giulio Greco in occasione del restauro della chiesa progettata da Giovanni Muzio negli anni 30 (stesso architetto della Triennale di Milano e della Ca’ Brutta). Dan Flavin che conosce bene la teologia e lavora con tubi di luce fluorescente ha pensato a un’istallazione che mette in risalto gli elementi architettonici della chiesa, rendendola ancora di più un luogo spirituale, ma dal tocco quasi spaziale e, se volessimo essere blasfemi, un po’ rave. La Chiesa ogni tanto è usata come sede di concerti.

Ripa di Porta Ticinese, 37

ZOG – Noto anche come il bar dei navigli di Francesco Sarcina de Le Vibrazioni e di Sergio Carnevale di Bluvertigo, qui non mancano mai concertini, dj set ma anche stand up comedy. Non ci potete non fare caso perché è sempre molto frequentato sia d’inverno che d’estate ed è anche uno di quei luoghi presidiati da Quba Sbagliato: quindi Vecchia Romagna e Cola in abbondanza come se piovesse. A Zero lo conosciamo perché è proprio qui che abbiamo conosciuto i ragazzi di Rollover che ormai da organizzare le feste per i loro amici organizzano eventoni per la moda e gestiscono un loro club.

Via Michele Saponaro, 22

Grato Bowl – Battezzato subito Gratobowl, questo luogo è molto di più di uno skate park pubblico: nato come un progetto di microrigenerazione urbana in collaborazione tra la Zona 5, l’associazione di skaters Milano Skateboarding e altre associazioni di quartiere, non è solo la ricostruzione del preesistente skate park Baroni, il primo comparso a Milano agli inizi degli anni 90, ma Gratobowl è anche un punto di incontro, un’area verde con giochi per i bimbi più piccoli, un luogo di proiezioni cinematografiche, di feste. Sullo sfondo le torri di BBPR, gli architetti della Torre Velasca.