Roma canta sotto il palco: dove ascoltare i concerti più caldi di maggio

In preparazione alla stagione dei festival, in città ci si allena con una valanga di concerti.

Scritto da La Redazione il 6 maggio 2018
Aggiornato il 14 maggio 2018

Se anche per voi “la prova costume” è un concetto sopravvalutato e ciò che conta di più è arrivare preparati alla stagione dei festival, eccovi servito un mese di maggio che vi rimetterà in perfetta forma. L’avevamo detto: fino a luglio, e in particolare nei prossimi due mesi, in quanto a concerti è solo un crescendo dove la quantità è persino accompagnata da qualche chicca inaspettata di altissima qualità. Cominciamo l’elenco dei live da non perdere proprio con le sorprese, che questo mese riguardano tanto la musica sperimentale e contemporanea quanto i grandi ritorni dal passato. In cima alla lista non possono che esserci l’elettronica cosmica e naturalista da Chicago dei Bitchin Bajas e la lussuosa tripletta all’Istituto Svizzero dei Concerti fino a la Fine (entrambi l’11 maggio, munitevi di teletrasporto); e se il presente ha il suono avant jazz ed evocativo dell’egiziana Nadah El Shazly o segue i ritmi convulsi kraut-math-funk degli Avec Le Soleil Sortant De Sa Bouche, il passato ruggisce clamorosamente grazie al passaggio a Roma di alcuni pilastri assoluti del rock, in tutte le sue forme. Sì, perché in un solo mese rischiate di poter sentire un monumento assoluto dell’industrial metal (Godflesh), uno del post hardcore (June of 44), un altro del garage punk più lercio e a bassa fedeltà (The Oblivians) e, infine, una delle band di feedback e melodie più scopiazzata di sempre (The Jesus and Mary Chain). Ma non finisce mica qui: per i suoni sperimentali, da non perdere la coppia Massimo Pupillo e Stefano Pilia, la chiusura in grande stile di Circuiterie con la due giorni di Circuitazioni e i collage noise di John Wiese; e poi due volti opposti della contaminazione, quello folk balcanico ed emozionale degli A Hawk and A Hacksaw e quello indomito tra jazz, ritmi africani e metal dei Mombu. Volevate le chitarre? A voi la scelta tra il brit rock degli Arctic Monkeys (in doppia data), il gonzo-garage dei Black Lips e il post punk con i canadesi Whimm. Dulcis in fundo, una degli artisti di punta del nuovo cantautorato (indie) rock americano, Angel Olsen. Non vi sentite già più tonici solo al pensiero?

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2016-11-01