Bootleg

A un anno dall'apertura, siamo andate a fare due chiacchiere con la fonte del bere bene (cocktail) a Monte Sacro.

Scritto da Nicola Gerundino il 28 giugno 2016
Aggiornato il 23 gennaio 2017

Foto di Bianca Trevisani

Bancone dalle giuste dimensioni, collezione di bottiglie importante, musica, divani, cocktail fatti a dovere, con il giusto mix di tradizione e creatività. Se passate a Monte Sacro, un salto da Bootleg per un buon cocktail è abbastanza d’obbligo. A un anno dalla loro apertura siamo andati a trovarli (qui il nostro report) e a intervistarli.

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ZERO: iniziamo da un anno fa, quando e come nasce il Bootleg?
Il “progetto” Bootleg nasce un po’ prima, a Novembre 2014. Il presupposto da cui siamo partiti era che la stessa gente che beveva un certo tipo di miscelazione e frequentava i locali del centro potesse frequentare e bere in periferia. Monte Sacro, zona Piazza Sempione, era il nostro primo obiettivo; portare una cultura del bere nuova e più articolata in una zona dove i locali offrono prevalentemente birra sarebbe stata la nostra missione.

Chi sono i volti del Bootleg?
Il Bootleg nasce da un’idea di Daniele Protasi, barman, che con il suo entusiasmo e la sicurezza di aver avuto un’ottima intuizione ha messo insieme Davide Capece (suo amico storico, che si occupa dell’amministrazione e della promozione) e Davide Cimaglia (barman dalla notevole esperienza, con la quale Daniele aveva avuto occasione di lavorare insieme più volte che è stato colui che ha dato l’impronta e l’organizzazione del servizio che trovate tuttora). Tre soci, giovani, di circa trent’anni, tre personalità diverse tra loro che hanno saputo trovarsi e affinare il feeling da subito.
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Chi, invece, ha scelto il nome?
Il nome è stata una idea di Davide Capece accolta subito dagli altri due. Bisogna partire dal termine “bootleg” e dai suoi molti significati: in inglese, bootleg indica la gamba di uno stivale. A causa dell’abitudine di nascondervi piccoli oggetti per sottrarli da potenziali ispezioni, la parola è diventata un verbo e un aggettivo, entrambi usati ampiamente durante il proibizionismo statunitense per fare riferimento alla distribuzione clandestina di alcool. L’uso moderno della parola è quello delle registrazioni non autorizzate dei live. Il nostro Bootleg rispecchia a tutto tondo il suo nome presentandosi così: un arredamento rétro anni 20, una miscelazione che parte dai classici proponendo però molte innovazioni e selezioni musicali non scontate, con live ogni settimana.

Il Bootleg visto dall'interno.
Il Bootleg visto dall’interno.

Come avete trovato le mura del locale, che attività c’era prima?
Girando per le vie di Monte Sacro. Conosciamo molto bene la zona e sapevamo benissimo dove volevamo aprire il nostro locale. Abbiamo trovato un locale sfitto da oltre 10 anni e per quanto piccolo e non a buon mercato, centrale nella “movida” del luogo.

Vi ricordate qual è stato il primo cocktail che avete servito e il primo a cui il locale è stato associato?
Il primo è stato il Simon Bolivar, un Pisco Sour lavorato con mela e pepe, possiamo dire che è stato anche tra i primi cocktail che ci hanno dato una buona fama. Il passaparola positivo nelle vie del quartiere è stato molto veloce.

Oggi, invece? Avete un nuovo cocktail di punta?
Oggi abbiamo tre o quattro cocktail di punta, ma quello che ci ha dato più soddisfazione è stato il Paura e Delirio a Monte Sacro: Ilegal Mezcal, honey mix, lime, pompelmo, crusta di sale affumicato con legno di faggio. All’inizio credevamo fosse un drink difficile da “vendere” è invece diventato il più richiesto dell’attuale drink list (forse anche il nome ha fatto il suo), molto amato dai nostri clienti: la soddisfazione nasce tutta da qua.

Paura e Delirio a Monte Sacro.
Paura e Delirio a Monte Sacro.

Che cocktail consigliereste di provare a chi viene da voi per la prima volta?
Come ti piace bere? Quello che facciamo è capire quali sono i gusti del cliente o di cosa ha voglia in quel momento e di cucire su misura un drink (che sia sul menù oppure no). Il nostro preferito è l’Edimburgo-Inverness Solo Andata, ma è indifferente…

In generale, che tipo di cocktail servite o preferite servite? Siete legati ai classici, ai twist, ai tiki o altro ancora?
Sulla nostra drink list uniamo sempre dei grandi classici a twist on classic e a delle nostre creazioni. I nostri menù cambiano ogni 2/3 mesi, a seconda della stagione. Anche se preferiamo non avere cocktail list lunghissime all’interno inseriamo sempre un po’ di tutto.

Avete preparato un cocktail speciale per festeggiare il primo anno?
Abbiamo creato una drink list speciale! Un “The Best” di questo primo anno, con i drink che sono piaciuti
di più, ma ci sarà anche qualche sorpresa.

La riserva di bottiglie del Bootleg.
La riserva di bottiglie del Bootleg.

Che ne pensate della piazza romana? Sappiamo che siete stati recentemente al Baritalia e la piazza romana era ben nutrita, sicuramente molto più nutrita rispetto a 5 o 10 anni fa.
La scena romana è in crescita esponenziale, il livello e la quantità di questo tipo di bar è cresciuto molto,
così come le esigenze dei clienti.

Com’è lavorare a Monte Sacro? Sembra si stia creando una bella scena di food & beverage, portata avanti soprattutto da ragazzi giovani.
Tra mille difficoltà Monte Sacro sta diventando un centro di ritrovo di centinaia di ragazzi ogni sera, non solo il fine settimana. I locali di zona, gestiti prevalentemente da persone giovani, hanno instaurato perlopiù una sana collaborazione per far sì che il quartiere si sviluppi ancora. Negli ultimi anni sono nati
oltre a noi altri locali e questo fa solo bene a una zona che pochi anni fa la notte era buia e deserta.

Piazza Sempione a Monte Sacro in CinemaScope
Piazza Sempione a Monte Sacro in CinemaScope

Quali sono i vostri bar di riferimento in assoluto, quelli dove andate appena potete?
Tra i tanti : Caffè Propaganda e Chorus a Roma, Mag e il 1930 a Milano. Ah, ovviamente il Jerry Thomas

Il cocktail che in assoluto preferite bere?
Manatthan e Old Fashioned.

Il cocktail che in assoluto preferite preparare?
Old Fashioned e Manatthan

Cosa non deve mai mancare al bancone di un barman?
La simpatia, la professionalità e la fre… schezza dei drink.

L’oggetto senza il quale non potreste lavorare?
Baffi, barba e bretelle…. No, a parte gli scherzi: un ottimo ghiaccio.

I vostri 5 distillati preferiti?
Whiskey, whisky, bourbon, scotch e come quinto diremmo il whiskey (lo abbiamo già detto?)
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