CAOSCALMO

Guida (ragionata) ai verdi giardini di Venezia

Alla ricerca della pace interiore tra orti, parchi pubblici, oasi e segreti botanici.

Scritto da Johann Merrich il 6 marzo 2019 Aggiornato il 22 marzo 2019

I giardini di San Giorgio e della Giudecca. Se pensate che Venezia sia solo una città d’acqua fatta di un dedalo di isole, canali, mattoni e callette, per ricredervi vi proponiamo di inerpicarvi sino in cima al campanile della Chiesa di San Giorgio Maggiore, sito nell’omonima isola. Da questo punto di vista privilegiato potrete godere di un panorama mozzafiato sulla città e scoprire così che Venezia è una città verdissima. Orti, giardini storici, parchi pubblici e segreti botanici dipingono il centro storico in un tripudio di sfumature e geometrie. Troppo spesso ignorati, gli innumerevoli luoghi verdi di Venezia sono perfetti in primavera per un momento di relax, una sosta pigra per immergersi nella lettura di un libro o per ascoltare lo sciabordio delle acque. Discesi dalle altezze vertiginose del campanile, non vi resterà che scoprire il Labirinto Borges alla Fondazione Giorgio Cini: l’omaggio dell’architetto Randoll Coate allo scrittore argentino si compone di oltre 3200 alberi di bosso ed è ispirato al racconto “Il giardino dei sentieri che si biforcano”. Per uno sguardo più agreste, è immancabile una passeggiate negli orti della Chiesa del Santissimo Redentore, tra viti, ulivi peschi ed erbe aromatiche. Ma per comprendere davvero il significato di “discrezione” e “segretezza”, qualità distintive dei giardini di Venezia, vi consigliamo una visita ai giardini dello Show Room dei tessili Fortuny – solo su prenotazione; l’azienda custodisce l’eredità della maestria di Mariano Fortuny i cui preziosi tessuti non mancano di richiamare nel loro design la botanica del giardino.
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I Giardini gratuiti a Santa Croce e Dorsoduro. Se gli antichi dipinti e le maestosità architettoniche vi hanno stancato troppo gli occhi, vi consigliamo una pausa rilassante nei luoghi verdi di Venezia, magari dopo aver gustato un ottimo pranzetto all’aperto in uno dei tanti bacari e ristorantini di qualità che offre il sestiere di Dorsoduro. Il biglietto da visita dei giardini di Venezia è il parco urbano di Papadopoli, sito ai margini di Piazzale Roma. Chi pensa sia solo uno squallido parco adiacente a un parcheggio si sbaglia di grosso: la sua originaria progettazione in stile romantico si deve a Francesco Baganara (1834), scenografo della Fenice e docente di Paesaggio all’Accademia di Belle Arti che non mancò di tracciarvi viali serpeggianti e aiuole geometriche. Ridimensionato di molto nel corso dei secoli (dei 12.000 metri quadrati ne rimangono oggi solo 7.500) lascia di sé tracce tutte da scoprire, come il ponticello ottocentesco in mattoni che collega la parte bassa del giardino a quella superiore. Di notevole eleganza è poi il cortile con annesso parco in miniatura di Palazzo Zenobio, luogo che vi stupirà trascinandovi lontani nelle geografie del tempo: celato agli occhi indiscreti tra le braccia del palazzo barocco della Congregazione Armena Mechitarista, è aperto in occasione di manifestazioni culturali ed è sede gettonatissima per banchetti e ricevimenti privati all’aperto dal sicuro effetto scenografico. Piccolo gioiello del sestiere, il giardino di Ca’ Rezzonico farà la felicità di genitori e bambini. Gratuitamente aperto al pubblico, lo si raggiunge varcando la soglia del Museo del Settecento Veneziano: basse siepi geometriche e fontane dai pesci centenari fanno da sfondo a un piccolo parco giochi con due comode panchine esposte ai raggi del sole.
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I Giardini di Sant’Elena e Castello. Ormai tutte le guide dedicate a Venezia raccontano Castello e Sant’Elena come roccaforte della pace veneziana, ultimo baluardo dei veri abitanti della città lagunare. Se vi sentite atletici e volete essere dei radical chic veneziani per un giorno, vi basterà alzarvi presto al mattino e fare un po’ di jogging lungo la Fondamenta di Sant’Elena, all’ombra delle fronde dei pini del Giardino delle Rimembranze o attraverso il sinuoso viale che attraversa la zona. Volete una prova di quanto sia rigoglioso questo remoto angolo di Venezia? Andate su Google maps e individuerete subito quella che – parafrasando Tiziano Scarpa – chiamerete subito “la verde coda del pesce”. Evitando i mesi di super affollamento, anche i Giardini Napoleonici – o Giardini della Biennale – potranno regalarvi un bel momento di quiete; voluta da Napoleone Bonaparte, l’area verde più estesa del centro storico di Venezia è oggi divisa in due: da una parte la grande sede di Biennale che vi ospita all’interno dei suoi originali padiglioni le manifestazioni internazionali dedicate ad arte contemporanea e architettura, dall’altra un giardino pubblico puntinato di monumenti, per non rinunciare a uno scatto al fianco del busto di Wagner o di Giuseppe Verdi. Un’ultima sosta per poi riprendere contatto con il brulicare confuso e pulsante della città è quella ai Giardinetti Reali di San Marco (attualmente in restauro), un tempo collegati al Palazzo Reale attraverso un ponte levatoio, oggi ombroso luogo di ristoro per esausti turisti. Delimitati dal Canale della Zecca e dal molo, accolgono vialetti protetti da pergole con rampicanti e una Coffee House disegnata dall’architetto Lorenzo Santi.
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I Giardini di Cannaregio. Se volete far credere ai vostri amici di aver trovato in affitto a Venezia una casa con giardino a prezzo stracciato, potreste sempre inscenare una farsa e inviare loro qualche immagine scattata in uno dei misconosciuti giardini pubblici del sestiere di Cannaregio, una delle zone più tranquille della città. Il primo che vi suggeriamo è il Giardino Savorgnan, se avete figli l’oasi verde farà ancor più al caso vostro: vi troverete un’area giochi, una fontana, vere da pozzo e tavolini per il vostro ristoro tra gli alberi centenari. A due passi dalla stazione ferroviaria, non lontano dal Ponte delle Guglie, il giardino faceva parte dell’antico palazzo dei Savorgnan e ospitava un tempo un gran numero di piante esotiche. A Sant’Alvise, un’altra perla oscura è il parco di Villa Groggia, recuperato dall’abbandono, bonificato e restaurato nel 2004. Lo spazio, che apparteneva alla famiglia Donà sin dal XV secolo, si trasforma notevolmente nel corso dei secoli includendo tra le sue pertinenze anche un teatrino liberty, attualmente impiegato per le attività pubbliche proposte dalla Villa. Per scoprire le antiche tradizioni della cosmesi e dei preparati naturopatici c’è poi il Giardino Mistico, nascosto tra le mura del convento dei padri dei Carmelitani Scalzi. Tra le varie specie odorose, vi è coltivata la Melissa Moldavica, ingrediente alla base della prodigiosa Acqua di Melissa. Il giardino conserva anche uno dei più antichi vigneti della Serenissima e le visite guidate offerte dai frati Carmelitani seguono un percorso ispirato alla Storia dell’Ordine Carmelitano tra erbe officinali, prati verdi e orti alimentari.

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