La guida di Zero ai migliori festival di agosto in Europa

I pilastri dell'estate, le new entry e le giovani riconferme

Scritto da Chiara Colli il 24 luglio 2019
Aggiornato il 30 luglio 2019

Se siete fra quelli per cui “estate” fa rima con “festival”, beh, siete nel posto giusto. In Italia ci sono sempre più bei festival, ma in fondo pure in Europa non è che manchino mete che valgono una trasferta. Tra appuntamenti storici, giovani riconferme e new entry che – un po’ come in Italia – fanno della particolarità della location o dell’attenzione alla qualità della line up il proprio punto di forza, anche il mese di agosto se la cava in quanto a festival. Di seguito e in ordine rigorosamente cronologico trovate i migliori appuntamenti di agosto in lungo e largo per il Vecchio Continente. Ah, ci ritroviamo qui a fine mese per i migliori appuntamenti di settembre.

THE BOATY WEEKENDER (BARCELLONA-CAGLIARI, DALL’8 AL 12 AGOSTO)


I Belle & Sebastian perdono il pelo, ma non il vizio. E che vizio. Per i più giovani o i più distratti, ricordiamo che fu proprio la band scozzese a “dare il la”, a ispirare quello che sarebbe diventato il mitico e indimenticato All Tomorrow’s Parties, festival nato a fine Novanta in controtendenza con i grandi raduni inglesi e ogni anno curato da diverse band che ne dettavano la linea musicale ogni anno. Quella sua versione embrionale si chiamava The Bowlie Weekender ed era stata curata proprio da loro: mentre ci asciughiamo le lacrime tra commozione e nostalgia, ecco spuntare gioia e ilarità per la sua versione 2/3.0, che ne richiama il nome ma lo rivisita in una declinazione più gustosa/sfiziosa per i nostri tempi, “The Boaty Weekender”. Un festival su una nave da sogno, una crociera musicale ma non di quelle perlopiù “clubbing oriented” e di dubbio gusto (ops) di cui abbiamo sentito perlopiù parlare finora. Un festival che parte da Barcellona e arriva a Cagliari, con il Mediterraneo a fare da sfondo mentre una manciata di amici dei Belle & Sebastian suonano l’indie rock e la grande musica fatta con le chitarre vagamente simpatizzante per i Novanta e i Duemila. E quindi assieme a loro (organizzatori e protagonisti con un doppio concerto e un Q&A), ci saranno Yo La Tengo, Teenage Fanclub, Mogwai, Camera Obscura, The Vaselines, Buzzcocks, Alvvays, Django Django e una serie di altri. A corollario tutti i comfort e gli extra di una nave da crociera (dallo sport al benessere, per la serie: nonosolorocknroll) e chiaramente un costo del biglietto “all inclusive” per chi ha la possibilità di concedersi un weekend di musica ma pure di lusso. Bowling incluso, s’intende.
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WAKING LIFE (CRATO/PORTOGALLO, DAL 14 AL 19 AGOSTO)


C’è un orizzonte comune verso il quale diversi festival europei estivi stanno puntando, e cioè quello di offrire al pubblico un’esperienza sempre maggiormente immersiva rispetto all’ambiente/natura circostante. Se in Italia abbiamo manifestazioni come Nextones e Terraforma, in Portogallo c’è Waking Life. Crato è un paesello ai piedi dei Pirenei, parecchio poco aderente al classico immaginario lusitano costiero, a un tiro di schioppo dalla Spagna, circondato da terra bruciata, qualche rivolo d’acqua e l’immenso Parque Natural de la Sierra de San Mamés. Anche il territorio musicale è piuttosto ibrido, si scala dalla cassa in quarti alla sperimentazione più autunnale. Si gioca esitivi con calibri come Seth Troxler, Nathan Fake o Ben Ufo, scendendo di marcia con lo splendido reparto Giegling – Sa Pa e Map.ache su tutti, per citarne un paio – o Four Tet, per arrivare a Oren Ambarchi, Gigi Masin e Hailu Mergia. Nel mezzo, Deepchord, Lawrence, Ramzi e decine d’altri nomi. Letteralmente per tutti i gusti, possibile? Possibile.

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LA ROUTE DU ROCK (SAINT-MALO/FRANCIA, DAL 14 AL 17 AGOSTO)


La Route du Rock spacca perché è in Bretagna o la Bretagna spacca perché ha la Route du Rock? Domande esistenziali a parte, parlare bene di un festival così, ormai un’istituzione tra gli appuntamenti musicali estivi del giro più o meno “alternative” internazionale, è uno degli esercizi più facili del mondo. Le meraviglie di Saint-Malo, il castello, la spiaggia, il pesce locale, le “le gallette” e il sidro in tazza incontrano un cast che ogni anno comprende una buona dose della migliore musica “indie” – del passato e del presente – in circolazione. Anche quest’anno, il festival francese sfodera una delle line up più ben ponderate in circolazione ad agosto: Stereolab, Deerhunter, Idles, Sharon Van Etten, Big Thief, White Fence, Fontains D.C., Jon Hopkins, Tame Impala, Pond, Beirut, Hot Chip, Paula Temple, Altın Gün, Crack Cloud (per citarne solo alcuni). Vive la Route du Rock!
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WE OUT HERE (CAMBRIDGESHIRE/INGHILTERRA, DAL 15 AL 18 AGOSTO)


Se eravate in cerca del festival estivo definitivo – quello da accompagnare con gli hashtag #MAAAALOX o #ROSICAREEEEE, secondo i dettami del politichese contemporaneo – lo avete finalmente trovato. Si chiama We Out Here, proprio come la compilation made in Uk – una delle più importanti degli ultimi cinque anni – che ha fotografato la nuova scena jazz londinese. E chi mai ha potuto selezionare i brani di questo album, stamparli sulla propria etichetta (la Brownswood Recordings), consegnando tutti gli artisti presenti al successo globale? Esatto, proprio lui: Gilles Peterson, che è anche l’artefice di questo eventone nel verdissimo Cambridgeshire, contea a nord di Londra. «I really wanted to bring to the UK a festival that celebrates the elements of Uk club culture, and the community that surrounds it», grazie Gilles, davvero una gran bella idea. Largo quindi a Yazmin Lavcey, Joe Armon-Jones, Lee Fields, Idris Ackamoor, Tirzah, Sons of Kemet, The Comet Is Coming, KOKOROKO, Theo Parrish, Mr Scruff, Awesome Tapes From Africa, Tenderlonious, Matthew Herbert, Mala, Kojey Radical e quanti altri vi vengano in mente: ci sono tutti. Ferragosto alternativo, con annesso lago per fare il bagno e campagne circostanti per del sano relax.
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GREEN MAN (BRECON BEACONS/GALLES, DAL 15 AL 18 AGOSTO)


Sperduto tra le verdi colline gallesi, nel fantastico parco nazionale di Breacon Beacons, e con un cartellone garanzia di qualità per marcare le differenze dal resto del mondo e da molti altri festival. L’isolazionismo volontario, molto probabilmente, è uno dei punti di forza del Green Man, orgoglio del Galles alternativo e modello difficile da imitare in tutto e per tutto: una di quelle esperienze totalmente a contatto con la natura, così distante dalla frenesia del nostro tempo e così vicina a una sorta di happening freak contemporaneo, che altrove verrebbe definita “immersiva”. Anche quest’anno, come in tutte le precedenti edizioni, la qualità del cartellone è da leccarsi i baffi (e infatti anche stavolta il festival è andato sold out): Yo La Tengo, Stereolab, Broken Social Scene, Khruangbin, Idles, Four Tet, The Comet is Coming, Father John Misty, Sharon van Etten, Whitney, Big Thief, Aldous Harding, Sons of Kemet, Tim Presley’s White Fence, John Talabot (giusto per citare i primi nomi in lista). Per chi non campa di sola musica, occhio ai programmi della rassegne di teatro, film e letteratura. Può sembrare incredibile, ma è tutto vero.
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FUZZ CLUB EINDHOVEN (EINDHOVEN/OLANDA, DAL 23 AL 25 AGOSTO)


Per tutti i “corrieri cosmici” che da due anni sono rimasti orfani del Liverpool International Festival of Psychedelia (che tornerà la prossima primavera), arriva in soccorso salvifico la beneamata Fuzz Club. La storia vuole che l’etichetta londinese sia nata nel 2014 nelle campagne della Norvegia, durante le 24 ore di buio totale dell’inverno artico (e si sente). Devota ai riverberi e alla psichedelia in tutte le sue forme – dallo shoegaze all’elettronica più acida, attraverso noise e garage – la label fondata da Casper Dee ha un evidente debole per i suoni oscuri e i gruppi con gli amplificatori sempre sul rosso. Parallelamente a un’indefessa attività di scouting e pubblicazione di album, quest’anno Fuzz Club torna con la seconda edizione di un festival che è un po’ l’espressione del caleidoscopio psichedelico di cui è figlia e di cui è megafono nel presente. Una due giorni di padri ed eredi (molti facenti parte del “Club”), con una line up ancora più goduriosa dello scorso anno che, per gli amanti dei suoni distorti e visionari è sicura garanzia di soddisfazione. Giusto qualche nome in ordine sparso per darvi la misura: Kikagaku Moyo, Minami Deutsch, Teeth of the Sea, The Telescopes, Cosmonauts, Lumerians, The Vacant Lots, The Oscillations, Snapped Ankles, Iceage, Night Beats, The Warlocks, Radar Man from The Moon, 10 000 Russos e i “nostri” JuJu e The Gluts, entrambi nella scuderia Fuzz Club. A ospitare il festival è l’Effenaar, un edificio industriale perfetto per accogliere questo tipo di suoni nelle sue sale interne dove si svolgono i concerti e super ospitale e rilassato nell’area esterna; a collaborare con Fuzz Club, il team dell’Eindhoven Psych Lab, che proprio qui ha dato forma per qualche edizione a un festival psichedelico con molte affinità in termini di attitudine con quello che ci si possiamo aspettare da questa due giorni. Fuori Eindhoven, bomboniera tutta tipicamente olandese per l’atmosfera friendly che si respira nelle sue stradine. Psych out!
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BERLIN ATONAL (BERLINO/GERMANIA, DAL 28 AGOSTO ALL’1 SETTEMBRE)


Se al sole preferite le tenebre (soprattutto in agosto), questo è il vostro festival. Turbini di percezioni extra sensoriali in una gigante centrale elettrica. Capovolgimenti di dogmi musicali e spazio-temporali. Avanguardia, progresso, sperimentazione. Tutto concentrato in cinque giorni di festival: si chiama, ormai lo sanno pure i muri, Berlin Atonal. Pomeriggi e sere al cospetto del gigante main stage, in travolgenti live audio/video, scienza ed esoterismo musicale, che sfociano in notti diramate fino all’alba nei tre storici locali annessi alla Kraftwerk: Tresor, Globe e Ohm. Ogni anno è l’appuntamento estivo per vedere in anteprima collaborazioni inedite tra alcuni degli artisti più interessanti sull’asse elettronica/avanguardia. Quest’anno non fa eccezione, con Amnesia Scanner, Function, l’inferno di JK Flesh, Kali Malone che presenta il suo nuovo gigantesco album, Grouper con la sua creatura Nivhek, Félicia Atkinson, Lee Gamble, Roly Porter, Vladislav Delay – dopo 4 anni di silenzio – con la mogliettina Agf ai visual, Shackleton e molti altri. Preparatevi a salutare il tramonto quando entrerete e l’alba quando uscirete.
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DIMENSIONS (PULA/CROAZIA, DAL 28 AGOSTO AL 2 SETTEMBRE)


È la fine di un’era: parole altisonanti, sì, ma assolutamente non distanti dalla realtà. Due dei più importanti festival europei per la comunità elettronica e clubbing, Dimensions e Outlook, sono all’ultima tappa del loro viaggio attorno a Punta Christo, location ormai mitica che ha visto i suoi palchi calcati non solo dai migliori, ma, praticamente, da TUTTI. Vuoi un fisiologico desiderio di cambiamento, vuoi un livello di saturazione di festival e party estivi sulle coste croate andato ben oltre i livelli di guardia, vuoi nuovi paesi che si affacciano sul mercato con tutti i vantaggi del caso – Albania e Marocco, tanto per citarne due – ed ecco che si arriva ai titoli di coda in un batter d’occhio. I vostri compagni per quest’ultimo viaggio saranno Anderson .Paak, Jeff Mills, Andrew Weatherall, Dâm-Funk, Dj Stingray, Larry Heard, Omar-S, Mr Scruff, Skee Mask e un centianio di altri artisti. Postilla finale dedicata agli scettici del Belpaese, che ancora trattano il sistema festival e l’intrattenimento musicale in genere come un passatempo bambinesco: andatevi a leggere le dichiarazioni (disperate) delle istituzioni di Pula successive all’annuncio dell’addio e meditate. In silenzio.
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ATLAS ELECTRONIC (MARRAKESH/MAROCCO, DAL 29 AGOSTO ALL’1 SETTEMBRE)


Tra le tante dicotomie che si possono utilizzare per classificare i festival, una sempre valida è quella che vede da una parte gli eventi in cui ci sono tutti artisti straconosciuti, dove si va per cantare a memoria (o quasi) tutti i brani, dall’altra quelli in cui la line up è un “mistero” continuo, ma ci si fida dei curatori e si è ben felici di conoscere e scoprire musica nuova. L’Atlas Electronic fa parte di questa seconda categoria, tenendosi ben lontano dai tanti festival che stanno spuntando nel Nord Africa che si limitano a portare in una location esotica artisti “occidentali” e ben collaudati. Qui il mix è decisamente eterogeneo e si pesca da Marocco, Mali o Sudafrica come dalle seconde e terze generazioni di Olanda, Francia, Belgio e Inghilterra. Tra i volti noti troverete quelli di James Holden, Kamaal Williams, Otim Alpha, tra gli sconosciuti il restante 90% della line up, in una miscela ben equilibrata di live e dj set, contaminazioni elettroniche contemporanee e musiche tradizionali.
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END OF THE ROAD (LARMER TREE GARDENS/INGHILTERRA, DAL 29 AGOSTO ALL’1 SETTEMBRE)


Sarà pure alla fine della strada, o meglio del mondo, ma i coraggiosi che decidono di arrivarci non si lamentano mai. Più che un festival, infatti, End of The Road rappresenta una riserva indiana a misura d’uomo e di musica per palati fini perlopiù amanti delle chitarre (non per forza distorte). Il viaggio per arrivare a destinazione nel North Dorset più estremo viene descritto come infinito e scomodo, ma il cartellone ogni anno val bene il pellegrinaggio (e finisce con l’essere puntualmente sold out, alla faccia delle sedicenti “location impossibili”). Spiritualized, Low, Courtney Barnett, Jarvis Cocker, Beak>, Kikagaku Moyo, Deerhunter, Sleaford Mods, Parquet Courts, Steve Gunn, Daniel Avery, Beirut, Wire, Michael Kiwanuka e tanti altri, anche stavolta, faranno dimenticare ai festivalieri i problemi e i disagi del prima e del dopo e gli lasceranno nella mente e nelle orecchie la magia del durante.
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HANNO CONTRIBUITO AI TESTI: ALBERTO ASQUINI, MATTEO DE SANTIS, NICOLA GERUNDINO