Tony Conigliaro

Il celebre mixologist inglese ci ha raccontato il recente progetto di beneficenza che unisce cocktail e ciclismo: da Milano a Torino, bevendo Milano-Torino

Scritto da Marco Scotti il 17 ottobre 2016
Aggiornato il 10 giugno 2019

Tony Conigliaro, bartender, mixologist e teorico del cocktail in ogni sua forma, ha recentemente deciso di unire cocktail e ciclismo nel segno dell’Italia – Bar Termini, il suo più recente locale londinese, è un tributo esplicito al nostro paese – e per uno scopo nobile. Gli abbiamo fatto alcune domande sulla sua impresa, portata avanti insieme a un gruppo di eroici barman su due ruote.

ZERO: Iniziamo parlando della Milano-Torino in bicicletta che quattro baristi del Bar Termini di Londra hanno corso poco tempo… Com’è nata questa idea? E perché l’avete fatto?

Tony Conigliaro: Per raccogliere fondi per un ospedale per l’infanzia, il Great Ormond Street Hospital di Londra. E abbiamo deciso di usare il Milano-Torino, il cocktail e la gara in bicicletta con lo stesso nome, per creare un contesto in cui lavorare. Così siamo partiti dal Camparino in Galleria e siamo arrivati alla distilleria Martini.

Milano-Torino: la partenza al Camparino
Milano-Torino: la partenza al Camparino

Tutto è iniziato in realtà al Bar Termini, una tra le tue tante creazioni sparse per Londra, giusto?
Esatto, lì i ragazzi che ci lavorano sono tutti appassionati ciclisti!

E tu li hai seguiti nella loro gara? Che esperienza è stata?
Sì, ero nel furgone che li seguiva come supporto: a modo suo è stato molto emozionante! Poi il tempo è stato terribile nelle prime ore, con pioggia e vento, e gli italiani in macchina mi sono sembrati degli autisti abbastanza folli…

Lungo la strada, tra i folli automobilisti italiani
Lungo la strada, tra i folli automobilisti italiani

La Milano-Torino per professionisti è la classica più antica del mondo, e le maglie che avete usato con i colori Faema sono un bellissimo omaggio a un ciclismo eroico e al più grande di sempre, Eddy Merckx… Come ti è venuta questa idea?
Le maglie dovevano essere esattamente come quelle dell’epoca, considerato che il Bar Termini a Londra è dedicato a quel periodo: Faema ci ha aiutato a realizzarle con uno stile e una tecnica impeccabile. Volevamo anche le biciclette coordinate, ma purtroppo l’azienda ci ha abbandonato… ma possono sempre aiutarci il prossimo anno! Oh, poi sono un grandissimo fan di Eddy…

Gli sponsor sulle maglie dei baristi/atleti erano, oltre a Faema, due simboli della Milano- Torino: Martini e Campari. come hai pensato di mettere insieme cocktail e caffè?
Bar Termini è un posto dedicato a caffè e cocktail, così abbiamo cercato gli sponsor in questi ambiti, ed è stato fantastico che le diverse aziende non abbiano mostrato nessun personalismo: sapevano tutti che è per una grande causa di beneficenza, e questo ci ha aiutato tantissimo.

Cocktail + bicicletta = buonumore
Cocktail + bicicletta = buonumore

Ci sarà un’altra edizione di questa speciale Milano-Torino? E come può sostenere il pubblico questo progetto?
Il pubblico può sostenerci attraverso il sito www.justgiving.com/fundraising/Bar-Termini. Poi altre aziende possono sponsorizzare l’iniziativa, e ciclisti da altri ristoranti o provenienti dal mondo dei cocktail possono candidarsi attraverso la pagina Facebook e l’account Instagram del Bar Termini. Abbiamo già assoldato un celebre chef e diversi bartender per il prossimo anno.

Qual’è il tuo rapporto con l’Italia? e con il ciclismo?
Li ho sempre amati!

Cosa avresti messo nelle borracce di Fausto Coppi, se ne avessi avuto la possibilità?
Ahaha, ovviamente un Milano-Torino.

L'arrivo alla Martini
L’arrivo alla Martini

Perché consiglieresti ai lettori di Zero di bere un Milano-Torino?
It’s brilliant!!!

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DOVE BERE UN BUON MILANO-TORINO A MILANO E TORINO, PASSANDO OVVIAMENTE PER NOVARA

Milano (il Campari), Torino (il Vermut): talmente semplice che a volte te ne dimentichi e ordini il drink di Firenze (il Negroni: Campari-Vermut-Gin), oppure vuoi fa l’Americano (Campari, Vermut, Soda).
Ok, ma Novara cosa c’entra? Forse non tutti sanno che la storia della Campari, prima ancora che da Milano, iniziò in un piccolo bar di Novara: il Caffè dell’Amicizia, acquistato da Gaspare Campari nel 1860, dove nacque la ricetta del bitter più famoso al mondo.
In questa piccola selezione abbiamo scelto tre bar per città dove ci piace bere questo drink, nella sua versione più classica o twistato in mille modi.

MILANO

NOVARA

TORINO

A cura di Corrado Beldì, Marco Scotti e Simone Muzza

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