Musica: il meglio del 2016 a Roma raccontato dai collaboratori di Zero

Un anno di concerti a Roma raccontati da chi, ai concerti, ci va sul serio

Scritto da La Redazione il 22 dicembre 2016
Aggiornato il 9 gennaio 2017

I nostri fidati collaboratori sono le persone che ci aiutano a raccontare la città attraverso gli eventi. Osservano, ascoltano, parlano, tengono il tempo, ballano e soprattutto scrivono di quello che gli piace. Grazie a loro riusciamo a essere dappertutto. Per la fine di quest’anno abbiamo chiesto loro di dirci quali sono i concerti che hanno apprezzato di più. Perché le ore che si trascorrono sotto palco non sono mai ore perse.

Alberto Asquini

asquiniVentotto anni e rotti, snowflake, provenienza: ambient-isolationism-vol.4-nord-est, [nel presente e nel passato] in varia forma suddito per Ondarock, Il Fatto Quotidiano, Vice. Agitatore-ombra, passivo-aggressivo, fondamentalmente hater. (Lo trovate anche qui) NB: Per l’anteprima di Nowhere, la scelta si riferisce al live di Hieroghlyphic Being.

 


 

Claudia Cinelli

claudia-cinelli-zeroNata a Roma negli ’80, un tempo da bambina collezionava schede telefoniche. Oggi trentatre giri.

 


 

Edo Tetsuo

edo-tetsuoDi viaggi, di arte, di cibo, di sottoboschi, di curiosità e di vinili colorati sono gonfie le evasioni di Edo Tetsuo dal torpore razionale. E la mia lista dei migliori concerti a Roma ne è uno specchio. NB: Per Ongapalooza, la scelta si riferisce al live degli Heroin In Tahiti.

 


 

Fabrizio Melchionna

melchionnaFabrizio Melchionna ha ventotto anni spesi tra concerti, festival e blog in cui il minimo comun denominatore è il pop. Soprattutto se fruttato, tipo il kiwi…

 


 

Livio Ghilardi

livio-ghilardiCresciuto nel sud-est barese, Livio Ghilardi vive a Roma per colpa di Verdone e Venditti. Giurista per caso, scrive di musica e cultura pop per Dance Like Shaquille O’Neal e Zero.

 


 

Flavia Ferrucci

ferrucciScrivo di cinema, arte e musica per diverse pubblicazioni. Il cinema è la mia vita (e il mio lavoro), ma la musica rimane il mio primo amore: è molto probabile che mi abbiate incontrata sotto un palco da qualche parte in Europa. (La trovate anche qui )

 


 

Marco Caizzi

caizziRomano, classe 1982, Marco Caizzi suona con i Rainbow Island, conia neologismi, è esperto e appassionato di videogiochi, elettronica, Sonic Youth e afro-phuturismo. Di tutto questo scrive anche su Giocagiuè, Prismo e Bastonate. Dal 2016 fa parte del collettivo Distant Future.

 


 

Matteo Quinzi

Matteo QuinziRomano, classe ’78, Matteo Quinzi è giornalista per La Repubblica, coautore di programmi video e radio (Webnotte e Playlist). Frequentatore di festival, ha il cuore giallorosso ed è appassionato di cinema. Musicalmente (quasi) onnivoro, ma sempre con stile e pro essenzialità, nell’arte come nella vita.

 


 

Roberto Contini

continiChe si tratti di hip hop o di whisky, il diktat è che non si debba mai andare, tranne rarissime eccezioni, oltre quanto prodotto negli anni ’90. Ancor di più da quando ogni concerto sembra l’occasione buona per farsi foto e video e non ascoltare chi è sul palco. La vena polemica non manca mai, ma l’importante è che “alla fine se semo divertiti”.